
Partito repubblicano italiano
Dalla nascita alle elezioni amministrative del 1946
Modena e in generare l’Emilia rimangono a lungo impermeabili alla presenza repubblicana, nonostante nella vicina Romagna questo partito sia fortemente radicato. La prima sezione del Pri si costituisce a Fiumalbo, nell’Alto Appennino modenese, per iniziativa di un gruppo di ex combattenti. A Modena solo alla fine del 1924 se ne costituisce un’altra, con segretario politico Leandro Martinelli.
I pochi repubblicani presenti nel modenese non esprimono inizialmente una coerente posizione antifascista e, anzi, alcuni manifestano delle simpatie per il primo fascismo. Solo nel 1922 il partito aderisce al fronte antifascista.
Per i repubblicani modenesi lo spazio di azione politica è alquanto limitato, come dimostra lo scarso risultato ottenuto nelle elezioni politiche del 1924, dove ottengono solo 526 voti. Anche nel Comitato Italia Libera, promossa dai repubblicani a livello nazionale, sono presenti in posizione subalterna rispetto ai socialisti. Nel gennaio 1925 le sezioni repubblicane di Modena e Fiumalbo sono sciolte dal prefetto, unitamente alle altre organizzazioni sovversive. Nel periodo del regime sono schedati e controllati in provincia 36 repubblicani, 9 dei quali a Fiumalbo, non particolarmente attivi.
Durante la Resistenza i repubblicani sono scarsamente presenti, solo nel Cln di Spilamberto risulta presente un esponente di questo partito. La sezione modenese del Pri si costituisce nel giugno 1945, segretario è nominato il romagnolo Oberdan Golfieri, che aveva combattuto nel Ravennate come partigiano nella 28ª brigata Garibaldi. Le adesioni sono limitate e, inizialmente, fanno perno sull’attività di un gruppo di tecnici della Fiat di Modena.
Nelle elezioni dell’Assemblea costituente il Pri raccoglie in provincia solo 2.279 voti, pari allo 0,81 per cento dei voti. Solo in pochi comuni, soprattutto montani, riesce a superare l’un per cento dei voti con, di nuovo, l’eccezione di Fiumalbo dove prende il 18 per cento dei voti, risultando il secondo partito più votato dopo la Dc.

2 giugno 1946: le elezioni all’Assemblea Costituente
Nelle elezioni politiche per l’Assemblea Costituente e per il Referendum istituzionale del 2 giugno 1946, il Partito repubblicano italiano (Pri) presenta una lista di 20 candidati, tra i quali figura il modenese Oberdan Golfieri. Per la XIV Circoscrizione, la lista elettorale è composta, nell’ordine, da: Umberto Pagani (organizzatore sindacale di Parma), l’avvocato Ezio Amadeo di Milano, l’avvocato Ottaviano Baldini di Piacenza, l’avvocatessa Antonietta Becca di Bologna, il professor Giorgio Bonfiglioli di Bologna, Vitaliano Comprini (viticoltore di Forlì), l’avvocato Aristide Foà di Parma, l’avvocato Giuseppe Fontana di Parma, il professor Guglielmo Fortuna di Reggio Emilia, l’ingegnere Edo Godoli di Bologna, il già citato Oberdan Golfieri di Modena, il giornalista Luciano Magrini di Milano, il professor Icilio Missiroli di Forlì, l’insegnante Ercolina Mori di Milano, il dottor Mario Protti di Bologna, il dottor Angelo Ranza di Piacenza, il dottor Francesco Simoncini di Forlì, Giuseppe Suelli (ferroviere di Parma), l’avvocato Pietro Valenza di Bologna e Domenico Zannini (coltivatore diretto di Bologna).
Come riportato da “L’Unità Democratica”, la campagna elettorale si apre la mattina di domenica 28 aprile 1946 in Piazza Grande, su iniziativa della Consociazione repubblicana locale. Davanti ai cittadini modenesi parla il dottor Franco Simoncini, candidato del Pri alla Costituente. Nel suo intervento, Simoncini spiega il programma del partito ricordando il tradizionale legame dei repubblicani con le idee di progresso del Paese. Spiega poi che il voto al Referendum servirà a realizzare l’obiettivo dei padri fondatori del movimento e dare una risposta al popolo, contrario alla monarchia. Secondo Simoncini, solo l’abolizione dell’istituto monarchico permetterà infatti di eliminare i vecchi privilegi e di costruire un nuovo ordinamento sociale. Un secondo momento di propaganda si tiene lunedì 6 maggio 1946, quando Cino Macrelli parla alla cittadinanza dal balcone del palazzo municipale in Piazza Grande. L’oratore esamina la storia della monarchia sabauda attraverso alcune date precise (il 28 ottobre 1922, quando il re rifiutò di firmare il decreto di stato d’assedio durante la marcia su Roma, e il 10 giugno 1924, giorno del delitto Matteotti, sottolineando la mancata reazione della Corona e il discorso di Mussolini del 3 gennaio 1925 come inizio del periodo dittatoriale), per poi concludere illustrando l’obiettivo del partito di dare vita a un’Italia libera e repubblicana basata sul lavoro, secondo i principi di Giuseppe Mazzini.
I comizi continuano sempre dal balcone di Piazza Grande e, nei giorni successivi, prendono parola Guglielmo Fortuna, Tinetta Zanelli e Giorgio Bonfiglioli. Oltre ai comizi all’aperto, il partito organizza incontri al chiuso come quello della sera del 16 maggio (con una replica il 21 maggio), nella Sala di San Vincenzo quando Icilio Missiroli tiene una conferenza dal titolo “Processo alla monarchia”, accettando il contraddittorio con i presenti.
I risultati delle urne mostrano che all’interno della circoscrizione emiliana i repubblicani ottengono consensi differenti a seconda dei territori: il partito raccoglie infatti 4.892 voti a Parma (2,15%), 1.190 a Piacenza (0,71%) e 973 a Reggio Emilia (0,42%). Nella provincia di Modena i voti per il Pri sono 2.272 (pari allo 0,81%), mentre nel solo comune capoluogo si fermano a 734 preferenze. Con questi numeri il Pri mostra i limiti del proprio radicamento e tradizione nel modenese. I dati posizionano il Pri come sesta forza politica sia a livello provinciale che cittadino. A causa del mancato raggiungimento del quoziente necessario nella XIV Circoscrizione, non ottiene alcun seggio. Golfieri prenderà comunque parte alla successiva manifestazione pubblica del 12 giugno in Piazza Grande, parlando dal balcone del palazzo municipale in occasione dei festeggiamenti per la proclamazione della Repubblica.



