Pucci Mario Alberto

Nasce a Modena il 22 gennaio 1902. Il padre Annibale esercita il commercio all’ingrosso di acque minerali e farmaceutici. Nel 1922 muore l’amata sorella Anita e l’anno dopo il padre, che era stato “un esempio di onestà e di forza d’animo”, oltre ad un ardente antifascista.
Dopo gli studi classici si laurea in Ingegneria civile all’Università di Bologna nel 1925 (nel 1926 muore la madre) e nel 1928 si iscrive alla Scuola superiore di Architettura a Roma, aderendo alla corrente razionalista, che costituiva una risposta audace alla retorica della architettura monumentale del regime.
Si trasferisce a Milano dove lavora nello studio dell’architetto Piero Bottoni, (1932-1938) esponente di rilievo del razionalismo, vincendo numerosi concorsi nazionali e realizzando progetti per importanti opere: il Piano regolatore di Genova, la nuova Fiera di Milano, la fabbrica Olivetti di Apuania, quella della Nestlé “i cui locali divennero rifugio di perseguitati e ricercati”. Grazie al suo lavoro riuscì a fornire aiuto economico alla famiglia, la cui attività commerciale a Modena versava in condizioni molto precarie.
Proprio a causa delle necessità economiche della famiglia “decide” di prendere la tessera del Partito fascista tra il 1933 e il 1935, senza peraltro svolgervi nessuna funzione, ma con la constatazione che era “un atto di servilismo e di abbandono”. Nel 1934 apre un piccolo studio a Modena, si sposa e dal matrimonio nascono due figli.
Durante la Resistenza, vissuta nel milanese, distribuisce materiale di propaganda antifascista, prepara un piano di rinascita insieme ad altri architetti e cercherà di liberare dal campo di Fossoli il collega Banfi. Terminata la guerra, si iscrive al Pci e su richiesta di Alfeo Corassori decide di ritornare a Modena per entrare a far parte della sua Giunta.
Eletto consigliere nella lista comunista nel 1946, gli viene affidato l’incarico di assessore ai Lavori pubblici, incarico che ricoprirà per quasi 20 anni. Verrà riconfermato in Consiglio comunale fino al 1970. Viene candidato ed eletto all’Assemblea Costituente del 1946 ed al Senato nelle prime due legislature nel 1948 e nel 1953.
L’impegno di Pucci non è quindi rivolto soltanto alla ricostruzione della città e alla ridefinizione del suo assetto futuro, ma anche alla battaglia politica generale. La contemporanea presenza in assemblee elettive ai diversi livelli di governo evidenzia la volontà di far svolgere alla classe politica locale un ruolo di cerniera con le istituzioni nazionali.
Essenziale il suo ruolo nella progettazione di alcune delle più significative realizzazioni della città tra gli anni Cinquanta e Sessanta: l’aerautodromo, la costruzione del nuovo mercato bestiame, il primo quartiere dell’artigianato e della piccola industria della Madonnina, la stazione delle autocorriere, la clinica medica di via Cialdini, l’Istituto industriale “Fermo Corni”.
Tutte queste opere tenevano insieme la necessità di rispondere ai problemi ed ai bisogni della gente e una coerente prospettiva di crescita e di sviluppo dell’economia locale: la proposta di realizzare un quartiere artigiano nasceva infatti dalla necessità di dare una sistemazione ai licenziamenti di molte maestranze della FIAT, che divennero quegli artigiani che diedero impulso allo sviluppo della meccanica nella nostra città.
Altra realizzazione di grande impatto è la stazione delle autocorriere che risolve il problema di raccordare il trasporto provinciale con quello comunale e quello ferroviario, trovando un’area che rappresentasse il punto di confluenza tra essi, convincendo al tempo stesso i concessionari privati delle autolinee: questa opera diviene un punto di riferimento per gli amministratori di numerose città, che vengono a Modena per studiare questo modello.
Un’altra pionieristica realizzazione è quella della Clinica Medica di via Cialdini, il cui progetto viene illustrato nella seduta del Consiglio comunale del 6 maggio 1946. Pucci in quell’occasione sostiene che l’opera sarebbe stata effettuata riutilizzando le strutture portanti in acciaio ottenute dall’edificio della Rinascente di Milano, che era in fase di demolizione e che Pucci fece trasportare a Modena e che in poco tempo permise di costruire, con un costo minore per le casse comunali, un padiglione ospedaliero moderno e funzionale.
È quindi un precursore delle nuove attività costruttive e molto attento alle esigenze concrete della popolazione (in Parlamento propose di assegnare alloggi a ufficiali dell’Esercito costretti per esigenze di servizio a trasferirsi e quindi soggetti a notevoli spese). Ugualmente anticipatrice fu la sua difesa dei piani regolatori quali strumenti di razionale sviluppo urbanistico e argine alla speculazione sulle aree e alla salvaguardia del paesaggio che altrimenti sarebbe saccheggiato in nome dell’interesse di alcuni proprietari.
Piani regolatori, sviluppo razionale dei centri urbani, tutela del verde: furono queste le linee guida per l’elaborazione del Piano Regolatore, presentato in Consiglio comunale nel 1952 e del Piano della Ricostruzione di Modena, il primo strumento urbanistico di Modena. “C’è però un’opera di valore generale che Pucci ha contribuito in modo decisivo a realizzare per Modena” – scrivono Triva e Ascari – “[…] un serio processo di alfabetizzazione urbanistica […] avviato in un tempo nel quale le distruzioni erano generali”.
Parallelamente all’attività di amministratore Pucci continuò a svolgere quella di libero professionista realizzando progetti di edifici pubblici e privati a Modena e provincia.
Muore a Modena il 12 agosto 1979.

Fonti

  • Rubes Triva, Terenzio Ascari, Mario Alberto Pucci, parlamentare, amministratore, pubblico urbanista, in “Rassegna di Storia dell’Istituto storico della Resistenza in Modena”, n. 7, ottobre 1988.
  • Maria Carfi, Giovanni Taurasi, Dalla notte all’alba della democrazia. I Comitati di Liberazione Nazionale di Modena (1943-1946), Mimesis, 2015
  • Istituto storico di Modena, Archivio della Federazione modenese del Pci, Commissione Federale di Controllo
  • Archivio Storico del Comune di Modena, verbali del Consiglio Comunale del 1946
Pucci Mario Alberto

Cognome
Pucci
Nome
Mario Alberto
Data di nascita
22/01/1902
Sesso
Uomo
Comune di nascita
Modena
Professione
Ingegnere

Attività politica

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Istituto per la Storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Modena - E.T.S.


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