Triva Rubes
Nasce a Mantova il 16 febbraio 1921. Si trasferisce a Modena nel 1933 a seguito del padre ferroviere. Diplomato maestro elementare, alle scuole magistrali conosce la futura moglie, Luciana Reggiani, che sposa nel 1943. Diviene membro del Cln di Modena, aderisce al Pci nel 1944 ed entra nel Comitato federale del partito nel 1945.
Triva rappresenta un’eccezione alla regola che vede i quadri del Pci provenire dalla Resistenza e si configura come esponente di rilievo di una generazione che privilegiava il pragmatismo all’ideologia. Eletto in Consiglio Comunale nel 1946 con oltre 30.000 preferenze. In quella prima legislatura ricopre il ruolo di “assessore anziano” (in pratica vicesindaco) ricoprendo la delega al Personale, alla Polizia e ai Tributi.
Proprio in questo settore Triva si distingue per essere tra i maggiori sostenitori di una riforma della finanza locale che permettesse di superare i limiti imposti ai bilanci per realizzare quegli interventi (infrastrutture, scuole, impianti sportivi, edilizia) ritenuti indispensabili nella fase di ricostruzione e che avrebbero generato una positiva e diffusa ricaduta in termini economici e sociali.
Come Assessore al Personale si impegna a ridurre una spesa ritenuta “sovrabbondante” per le casse comunali. In nome dell’equità del fisco affronta con decisione il controllo della riscossione delle imposte, la progressività delle stesse e si impegnò per ridurre il prelievo indiretto delle imposte di consumo. In anni contrassegnati da enormi difficoltà per la popolazione favorì la disponibilità dei generi di largo consumo. A questo proposito merita sottolineare il progetto di realizzare una Centrale del latte, pensata a partire dal 1946 (ma divenuta operativa nel 1955), che garantisse alla popolazione una sufficiente quantità di latte a prezzi calmierati.
La sua linea di condotta viene guidata dalla volontà di concertazione con le altre forze politiche, l’ascolto dei ceti medi e degli altri soggetti operanti nella comunità cittadina (imprenditori, associazioni di categoria). Per questo motivo può essere considerato un “riformista”, che però non viene mai meno alla fedeltà al Partito. Peculiare è anche la sua attenzione per un confronto costruttivo con la Dc di Ermanno Gorrieri e Dario Mengozzi alla ricerca di un terreno comune sui temi dello sviluppo e della cittadinanza sociale.
Rieletto in Consiglio comunale e in quello provinciale nel 1951 e nel 1956 (nel 1960 diventa Assessore all’Istruzione) ha un ruolo determinante in un periodo storico in cui si profila la strategia economica del partito e dell’amministrazione modenese nata dopo la guerra: il risanamento delle aree danneggiate dai bombardamenti, la lotta contro le rendite speculative dei suoli urbani, la progressiva realizzazione dei poli artigiani, le iniziative collegate al mondo zootecnico (in primis la realizzazione del Mercato bestiame nel 1951), la riforma della rete distributiva commerciale, la ripresa dell’attività dello Iacp nel 1947, l’avvio del Consorzio pro Infanzia destinato ai bambini bisognosi e pensato come sostegno alle loro madri.
Dagli anni Cinquanta prende l’avvio anche la costruzione di un sistema inclusivo di welfare, che fa di Modena un laboratorio di sperimentazione e progettazione sociale e politica che Triva implementa compiutamente nei suoi due mandati come Sindaco a partire dal 1962: il Comune doveva diventare artefice di un’azione che doveva attutire gli squilibri tra centro e periferia e offrire una protezione universale e protratta per la vita intera dei cittadini.
Triva rivendica, inoltre, un ruolo attivo del Comune in difesa del lavoro e in questa direzione va il suo impegno diretto nelle vertenze delle Acciaierie prima e delle Fonderie poi. Uomo di governo, nel suo ruolo di sindaco (che ricopre fino al 1972) riesce ad ispirare fiducia nei ceti imprenditoriali, che lo videro impegnato in un aspro confronto con ENI e SNAM per la realizzazione di un consorzio per la distribuzione del metano per usi civili e industriali (avvenuta nel 1962), la partecipazione alla società nata per la costruzione dell’autostrada del Brennero, il rafforzamento della rete degli Istituti Tecnici, la realizzazione della Facoltà di Economia (1968) che doveva anche essere luogo di studi economici.
Di grande rilievo la sua attività nel campo della promozione culturale all’interno della quale spicca la Sala di cultura inaugurata nel 1958 negli spazi del Palazzo dei Musei, il Festival nazionale del libro economico (1962-1969) e, dal 1966, la “rete” delle biblioteche di quartiere.
Eletto in Parlamento nel 1972, il 3 marzo di quell’anno si accomiata dal Consiglio. Rimane in Parlamento fino al 1987 e dedica il suo impegno nelle Commissioni Bilancio e Finanze e Tesoro dove esplica la sua competenza in materia di finanza locale.
Muore a Modena il 29 dicembre 2001.
Fonti
- Andrea Giuntini, Giuliano Muzzioli, Rubes Triva: politico e amministratore nella grande trasformazione, Modena dal 1946 al 1972, APM, Modena 2010
- Camera dei deputati, Portale storico, ad nomen
Cognome
Triva
Nome
Rubes
Data di nascita
16/02/1921
Sesso
Uomo
Comune di nascita
Mantova
Professione
Impiegato
Attività partigiana
Nome di battaglia
Rubens
Gruppo di appartenenza
Brigata Mario
Attività politica
| Tornata | Comune | Partito | Carica |
|---|---|---|---|
| Elezioni amministrative 1946 | Modena | PCI | Assessore/a |
