Fronte Uomo qualunque

2 giugno 1946: le elezioni all’Assemblea Costituente

Nelle elezioni politiche per l’Assemblea Costituente e per il Referendum istituzionale del 2 giugno 1946, fa il suo esordio sulla scena politica modenese anche il Fronte dell’Uomo qualunque. Si tratta di un movimento e, successivamente, di un partito politico italiano sorto attorno all’omonimo giornale – “L’Uomo qualunque” – fondato a Roma nel 1944 dal commediografo e giornalista Guglielmo Giannini. Il movimento porta avanti istanze liberal-conservatrici, populiste, anticomuniste e legate all’antipolitica, ponendosi in aperta polemica sia con il passato regime fascista sia con i partiti antifascisti del Comitato di liberazione nazionale, ossia Democrazia cristiana, Partito socialista, Partito comunista, Partito liberale e Partito repubblicano. La proposta politica di Giannini si rivolge soprattutto alla piccola e media borghesia, una fetta di popolazione che teme l’ascesa e la forte strutturazione dei partiti organizzati del Cln.
Nella XIV Circoscrizione presenta una lista composta da 33 candidati complessivi. La campagna elettorale dei ‘qualunquisti’ modenesi si caratterizza per un profilo decisamente basso e poco incline ai tradizionali appuntamenti di piazza. La stampa locale dell’epoca ritiene infatti che il Fronte rinunci a vere e proprie manifestazioni pubbliche, limitandosi a richiamare l’attenzione dei radio-ascoltatori sui discorsi programmatici che il leader nazionale Giannini tiene all’interno della rubrica radiofonica elettorale. Unica eccezione a questa linea sarà il comizio dello stesso Giannini il 20 maggio a Milano quando – come riportato dal quotidiano “L’Unità Democratica” il 20 maggio 1946 – nella sua esposizione del programma elettorale dell’Uomo qualunque afferma con forza che «esso non mira soltanto a una critica negatrice dell’esistente, ma propone al contrario anche un ardito programma sociale».
L’attività locale si concentra sull’invio di lettere ai giornali per rivendicare con forza l’identità locale dei propri rappresentanti: in una di queste missive si precisa polemicamente che i candidati avversari Amorth e Patrignani non sono nativi di Modena, sottolineando come l’unico candidato nella lista nazionale a essere un “puro sangue geminiano” sia proprio uno dei loro. Accanto al geometra Alberto Reggiani di Modena, tra i nomi principali della cinquina di candidati che rappresenta il nucleo del collegio, figurano il professore Celso Guareschi di Modena, l’ufficiale in pensione Giorgio Jung di Parma, l’insegnante Bruno Dellacasa di Modena e l’ingegner Paolo Magrone di Reggio Emilia.
I risultati delle urne confermano che, sebbene a livello nazionale il Fronte riesca a raggiungere quasi il 5,3 % dei voti eleggendo ben 30 deputati, nel modenese il consenso sia molto più modesto. Fra i partiti minori della circoscrizione, il Fronte marcia comunque in testa, ma si ferma a percentuali ridotte: ottiene infatti il 2,17 % a Piacenza, l’1,88 % a Modena, l’1,97 % a Parma e lo 0,9 % a Reggio Emilia. Nonostante le basse percentuali, il Fronte raccoglie proprio a Modena il più largo suffragio in termini assoluti nell’intero collegio: la provincia modenese si attesta infatti a quota 5.267 voti complessivi (a Parma ottiene 4.488 voti, mentre si ferma a Piacenza a 3.653 e a Reggio Emilia a 2.080), posizionandosi in quarta posizione, sebbene con un certo scarto rispetto ai tre grandi partiti di massa. La metà dei voti raccolti si concentra quindi nel capoluogo di provincia mentre la diffusione sul territorio à piuttosto blanda.
A Modena città il sodalizio antipolitico di Giannini riesce a racimolare 2.497 voti, posizionandosi ancora una volta alle spalle delle tre forze principali del Cln, guidate in città dai comunisti, seguiti dai democristiani e dai socialisti. A livello di preferenze personali fornite dall’elettorato qualunquista, i voti si concentrano quasi interamente sui candidati modenesi. Il geometra Alberto Reggiani si piazza nettamente in testa raccogliendo 852 voti di preferenza, mentre i colleghi di lista rimangono molto più distaccati: il professor Celso Guareschi ottiene 268 voti e l’insegnante Bruno Dellacasa chiude la terna dei candidati locali più votati, fermandosi a quota 210 preferenze complessive.


Galleria

Risultati elettorali

Assemblea costituente 1946

Comuni dove il partito ha vinto per tornata elettorale


Istituto per la Storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Modena - E.T.S.


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