Losi Bruno
Nato a Limidi di Soliera nel 1911 in una famiglia di radici socialiste, Bruno Losi incarna la “nuova generazione” di militanti comunisti formata sotto il regime. La sua scelta politica matura in un ambiente domestico combattivo, guidato dalla madre Erminia De Caroli, che gestisce i contatti della rete illegale del Pci anche durante le lunghe detenzioni del figlio. La vita di Losi durante il Ventennio è un incessante succedersi di arresti e condanne del Tribunale speciale: nel 1932 subisce la prima condanna a un anno e mezzo di reclusione; nel 1935, per l’opposizione alla guerra d’Etiopia, viene condannato a oltre sette anni di carcere. Sconta parte della pena a Turi di Bari, nello stesso “braccio” che aveva ospitato Antonio Gramsci, dove approfondisce la propria formazione teorica nel collettivo dei detenuti politici.
Nonostante una salute precaria che lo costringe a continui ricoveri in sanatorio, Losi non interrompe mai l’attività sovversiva. Nel 1939 viene condannato a cinque anni di confino, ma trascorre gran parte del periodo bellico sotto stretta vigilanza, riuscendo comunque a organizzare nuclei comunisti clandestini all’interno dell’esercito a Modena. Dopo la caduta del fascismo nel luglio 1943 e l’armistizio dell’8 settembre, Losi è tra i primi promotori dei gruppi armati nel carpigiano e tra i fondatori del Cln cittadino. Ricercato dalla polizia della Rsi, si sposta a Modena entrando nel Comitato federale del Pci, assumendo responsabilità direttive nelle zone di Vignola e del capoluogo fino alla Liberazione.
Il 26 aprile 1945 è nominato dal Cln sindaco di Carpi; è riconfermato in tale carica nelle elezioni del 24 marzo 1946 e lo rimane, ininterrottamente, fino al 1970. In tale veste è promotore e protagonista sia della prima manifestazione nazionale per celebrare la Resistenza nei campi di concentramento (dicembre 1955), sia della nascita del Museo monumento al deportato politico e razziale di Carpi, inaugurato nel 1973. Dal 1947 è anche membro del Comitato federale del Partito comunista di Modena e, a partire dal 1958, è presidente della Commissione federale di controllo del partito.
Bruno Losi appartiene a una generazione di amministratori carismatici formati dalla lotta partigiana e dal confronto diretto con il fascismo. Nominato sindaco all’indomani della Liberazione dal CLN, riesce a trasformare l’esperienza della lotta partigiana in una gestione pragmatica e lungimirante della cosa pubblica. Losi si trova a guidare una Carpi profondamente segnata dai lutti e dalla penuria materiale, caratterizzata allora da un’economia prevalentemente agricola e da forti squilibri sociali. Nonostante le tensioni della Guerra Fredda che a livello nazionale rompono l’unità tra i partiti, a Carpi la sua giunta riusce a mantenere per diversi anni una collaborazione costruttiva con le opposizioni, mossa dalla priorità assoluta di ricostruire il tessuto civile ed economico della città.
Il nucleo centrale della sua azione politica è un “interventismo sociale” spesso in aperto contrasto con le autorità statali centrali. Losi sostiene con fermezza che investire nella scuola, nell’assistenza all’infanzia e nel welfare non sia una scelta accessoria, ma un pilastro fondamentale per lo sviluppo (come la battaglia per la costruzione degli asili nido comunali). Parallelamente all’impegno sociale, la sua amministrazione accompagna la radicale trasformazione economica del territorio, che in quegli anni passa dall’essere prevalentemente contadina alla creazione del distretto industriale della maglieria e del tessile. Grazie a scelte urbanistiche coraggiose, come il Piano Regolatore del 1959, il Comune riesce poi a governare l’esplosione demografica e l’immigrazione dal Sud Italia, evitando il degrado delle periferie e promuovendo invece aree artigianali attrezzate che favoriscono la nascita di una miriade di piccole imprese e cooperative.
Nel 1970, conclusa l’esperienza di sindaco di Carpi, è eletto consigliere provinciale e nominato assessore ai lavori pubblici della Provincia di Modena. Nel 1975 diventa sindaco di Montese, ma deve dimettersi due anni dopo per ragioni di salute. Muore a Carpi il 27 febbraio 1978.
Fonti
- Bruno Losi, un secolo dopo. Ricordo nel centenario della nascita (20 novembre 1911 – 20 novembre 2011), Comune di Carpi, 2011
Cognome
Losi
Nome
Bruno
Data di nascita
20/11/1911
Sesso
Uomo
Comune di nascita
Limidi (Soliera)
Comune di residenza
Limidi (Soliera)
Professione
Commerciante
Attività partigiana
Nome di battaglia
Gim 2°
Gruppo di appartenenza
Brigata Grillo
Attività politica
| Tornata | Comune | Partito | Carica |
|---|---|---|---|
| Elezioni amministrative 1946 | Carpi | PCI | Sindaco/a |
