Ligabue Bice
Nasce a Savigliano (Cuneo) il 5 giugno 1895. Il padre Ettore è sottufficiale dell’esercito in cavalleria e maestro di equitazione. Dopo il matrimonio lascia l’esercito e apre un’attività commerciale insieme alla moglie, Enrichetta Venturino. Bice ha anche due fratelli, Anna e Giuseppe.
La madre si rivela un’abile commerciante, contrariamente al padre che, dopo la sua morte, non riesce a continuare l’attività e porta la famiglia alle soglie della povertà. Sarà il fratello Giuseppe a risollevare le sorti della famiglia: apre infatti un negozio nel centro di Modena che ha un buon successo e nel quale lei ricopre la mansione di cassiera. Grazie a questo ruolo entra in contatto quotidiano con clienti e amici, con i quali inizierà un dialogo anche su temi di politica.
Nel 1918 la morte della sorella Anna – già iscritta alla Federazione giovanile socialista e per questo costretta a numerosi arresti seppur minorenne – spinge Bice ad iscriversi al Partito socialista. La perdita della sorella Anna (che chiamava Annetta) – scrive in una lettera –, “fu terribile e non so descrivere come fosse quella mia disperazione”. Inizia quindi una intensa attività politica, che la porta – dopo aver partecipato al congresso di Livorno del gennaio 1921 come delegata – ad aderire al Partito comunista. Come ricorda lei stessa, dopo aver ascoltato una conferenza di Bordiga a Modena “mi attaccai alla lotta politica, alla quale dedicai ogni mio momento libero di giorno e di notte”. Da quel momento inizia un’attività frenetica che la porta a diventare una protagonista assoluta del partito, al punto da essere definita, per il suo impegno e per la vivacità, la “Pasionaria dei comunisti modenesi”.
Nel 1922 sostituisce Guido Giberti come segretaria della Federazione comunista modenese, unica donna a ricoprire tale ruolo nel partito per lungo tempo. Nonostante l’opposizione del padre e del fratello (che temono per le possibili ritorsioni e violenze) Bice decide di proseguire nell’azione politica: nel febbraio 1923 viene arrestata, dopo aver subito perquisizioni nel negozio.
È il primo di una serie di arresti che si susseguirono fino al 1927. In particolare bisogna ricordare il tentativo di fuga dopo il secondo arresto, fallito per la delazione di una detenuta, e che le costò trentacinque giorni di segregazione in condizioni inumane: quella situazione “suscitò la collera dei modenesi, e sui muri apparvero scritte che invocavano la liberazione della sepolta viva Bice Ligabue”.
Nel 1924 inizia a Roma il processo contro il Partito comunista, che la vede imputata, unica donna, insieme a trentuno dirigenti nazionali e provinciali tra i quali Bordiga, Terracini e Grieco: il processo termina con l’assoluzione degli imputati, tranne Alfeo Corassori, responsabile della “sezione sportiva” del partito (nome col quale era indicato l’apparato militare del Partito), arrestato per porto abusivo di due rivoltelle.
Nella primavera del 1924 partecipa al V Congresso dell’Internazionale comunista a Mosca, proprio nei giorni della morte di Lenin. Al rientro da Mosca, insieme a Corassori e ai fratelli Baroni, riconferma la sua adesione alla linea di Bordiga (da cui progressivamente prenderà le distanze, aderendo a quella di Gramsci) e avvia la campagna elettorale che consente al Pci modenese di avere risultati superiori alla media emiliana e nazionale.
Nell’agosto del 1924 una nota della Prefettura la indica come la principale esponente della Federazione comunista provinciale. Nei mesi successivi rallenta la propria attività a seguito delle divergenze interne al partito modenese, fino a quando, alla fine del 1925, abbandona la direzione provinciale del partito.
Nel 1926 fa parte della delegazione italiana al 6° Plenum dell’Internazionale comunista, unica donna segretaria del PcdI a livello nazionale. Al rientro in Italia viene posta sotto stretta sorveglianza dal regime fascista (in uno dei suoi appunti scrive di essere anche stata oggetto di un progetto di attentato alla sua vita). Proposta per l’invio al confino ad Ustica, il provvedimento viene trasformato in soggiorno sorvegliato, cosa che non le impedisce di continuare le attività clandestine.
Nel 1937 si trasferisce a Dinazzano di Casalgrande (Reggio Emilia), dove possiede una casa che durante la Resistenza diventa una base di appoggio per i partigiani.
Nel 1945 fa parte del primo Comitato provinciale dell’Unione donne italiane. Nel 1946 viene eletta in Consiglio comunale, dove rimane fino al 1951 quando si ritira dalla militanza attiva, pur rimanendo all’interno del Pci: nel 1961 partecipa al 40° anniversario della fondazione del partito e nel 1962, tra giugno e luglio, è rappresentante dei veterani comunisti italiani in Russia.
Si trasferisce all’Abetone (sull’appennino modenese) dove gestirà una pensione che diventa meta di intellettuali e compagni di partito. Nel suo testamento, redatto il 20 dicembre 1973, chiede che le sue ceneri vengano collocate accanto all’urna della sorella Annetta e scrive di morire “contenta di lasciare un’ombra di me stessa nella storia del Pci di Modena e provincia” Ancora poche settimane prima di morire partecipa alla Festa provinciale dell’Unità, dove inciterà a battersi per la pace, “un bene di tutti coloro che amano l’umanità”.
Muore a Modena il 21 settembre 1981. Nell’orazione funebre Alfonsina Rinaldi la ricordò con queste parole: “mai chiusa nel passato, guardava al futuro e nutriva una grande fiducia nella gioventù.”
Fonti
- Daniela Dell’Orco, Nora Sigman, Eredità rivelate. Le donne nelle amministrazioni locali modenesi, 1946-1960, Centro Documentazione Donna, Modena 2000
- “Finalmente eravamo libere…” Donne, resistenze, cittadinanze, Centro Documentazione Donna, Modena 2005
- Dizionario storico dell’antifascismo modenese, Unicopli 2012, vol. 2, ad nomen
- Giovanni Taurasi, Caterina Liotti, Libera ogni gioia. I segni delle cittadine a Modena tra Liberazione e Costituzione, 1945-1948, Bradypus 2019
- Centro Documentazione Donna di Modena, Fondo Bice Ligabue
- Istituto storico di Modena, Archivio della Federazione modenese del Pci, biografie
- Rivoluzioni Modena900, Biografie, Bice Ligabue
Cognome
Ligabue
Nome
Bice
Data di nascita
04/06/1895
Sesso
Donna
Comune di nascita
Savigliano (CN)
Professione
Commerciante
Attività politica
| Tornata | Comune | Partito | Carica |
|---|---|---|---|
| Elezioni amministrative 1946 | Modena | PCI | Consigliere/a |
