Nasce a Modena l’11 dicembre 1912. La sua è una famiglia di solide tradizioni socialiste che fa maturare nei figli la spinta verso l’impegno politico, la giustizia e il bene comune. Ne è un esempio il fatto che l’unico figlio maschio, nato nel 1920, venne chiamato Benito in onore del primo presidente indigeno del Messico, Benito Juarez, autore di innovative riforme sociali. Quando Mussolini va al potere, in famiglia viene sempre chiamato Nino, per non pronunciare il nome del dittatore.
Il percorso scolastico si arresta al termine delle scuole medie, anche se successivamente Ilva intraprende un proprio personale percorso di crescita culturale quando viene assunta come segretaria presso il Liceo San Carlo di Modena.
L’Impegno nella Resistenza come staffetta assieme alle sorelle è uno sbocco naturale delle convinzioni maturate in famiglia. Nell’estate del 1944 è staffetta per il Cumer (Comando unificato militare dell’Emilia Romagna) nella zona di Carpi, Mirandola e Finale Emilia. Subisce un arresto insieme alla sorella Maria con la quale viene trovata in possesso delle tessere del Partito socialista.
Incarcerate nelle famigerate stanze dell’Accademia militare, vengono liberate grazie all’intervento del fratello Benito.
Il suo impegno e la sua innata capacità oratoria vengono tenute in considerazione dagli organi dirigenti del Partito socialista, per il quale, nel dopoguerra, pronuncia discorsi in varie parti d’Italia. Nei suoi interventi lancia accorate parole contro le ingiustizie sociali e invita il pubblico a adoperarsi in favore della solidarietà e della pace.
Le prime elezioni amministrative del 1946 la vedono prima nella lista del Partito socialista, anche se all’interno del partito non tutti sono d’accordo sul suo nome. Viene eletta e nella sua attività consiliare assume vari incarichi, tra i quali anche quello di revisore dei conti.
Mantiene ottimi rapporti con le uniche altre due consigliere elette per il Pci (Bice Ligabue e Clelia Manelli) superando l’ostacolo dovuto alla differente collocazione politica. La sua traiettoria politica prende poi una direzione precisa nel 1947, quando sceglie di seguire Giuseppe Saragat nella fondazione del Partito Socialista Democratico. Nello stesso periodo fonda l’asilo infantile “Giacomo Matteotti”. Sempre in nome dell’equilibrio e di una visione della politica come casa comune (avendo conosciuto la violenza della dittatura), ha buoni rapporti anche con il mondo cattolico, in particolare con Luigi Paganelli ed Ermanno Gorrieri. Si iscrive all’Udi, ma rimprovera all’associazione di inviare direttive troppo generiche e non sempre attente alle esigenze materiali e quotidiane delle donne. Nubile e senza figli riserva un’attenzione particolare alla condizione delle giovani madri (nel 1947 fonda a Modena l’asilo Giacomo Matteotti, tuttora esistente).
Terminato l’impegno diretto in politica, si dedica alla ricerca storica pubblicando diversi saggi sul periodo resistenziale. Dagli anni Cinquanta fino alla fine degli anni Novanta lavora presso l’Istituto storico della Resistenza, entrando a far parte del consiglio direttivo e assumendo la responsabilità dell’archivio storico. Viene nominata Commendatore della Repubblica per meriti letterari il 28 febbraio 2001.
Muore a Modena il 24 novembre 2008.

Fonti

Vaccari Ilva

Cognome
Vaccari
Nome
Ilva
Data di nascita
11/12/1912
Sesso
Donna
Comune di nascita
Modena
Professione
Impiegata


Attività partigiana

Nome di battaglia
Ilva

Gruppo di appartenenza
Cumer

Attività politica

TornataComunePartitoCarica

Istituto per la Storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Modena - E.T.S.


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