Giuseppe Ignazio Frattin, chiamato Gino, nasce a Padova il 30 maggio 1909.
Durante la sua infanzia con la famiglia si trasferisce a Modena. Studente molto impegnato, nel 1932 si laurea in Giurisprudenza con il massimo dei voti presso la Regia Università di Modena. Diventa procuratore il 16 settembre 1936 e risulta iscritto all’Albo degli avvocati di Modena dal 25 settembre 1942. E’ un giovane preso da numerosi altri interessi, come la filosofia e la musica. Si diploma al Liceo Orazio Vecchi, compone, canta, prepara e dirige orchestre. Si dedica inoltre al giornalismo e dal 1934 al 1935 è redattore, poi condirettore, di Azione Fucina, la pubblicazione nazionale della Fuci, la Federazione Universitaria Cattolica Italiana, e questo lo porta a frequenti viaggi a Roma. Preso dalla professione e da diversi impegni lascia questo incarico giornalistico e si dedica alla Fuci modenese.
Deve affrontare la critica situazione del 1931, con le pressioni e le persecuzioni del fascismo.
Nello stesso tempo cura l’incremento delle adesioni alla Fuci e il rinnovo della sede della organizzazione, in via Bonacorsa. Si costituisce, nel 1932, anche la sezione studenti medi, l’Associazione S. Giovanni Bosco, detta il Paradisino, mentre la Fuci di Frattin promuove pure la nascita del Cenacolo culturale “Umberto Guarco”, dal qual prende avvio la prima sezione dei Laureati Cattolici e dei Laureati in medicina, nonché la costituzione dei “Gruppi di studio” per facoltà.
Frattin, per questa capacità di riflessione critica e di apertura al mondo culturale, si colloca come personalità di spicco nella Fuci anche a livello nazionale; è infatti consigliere federale e collaboratore del presidente Righetti e dell’assistente monsignor Montini. Si trova poi tra i candidati proposti per la successione di Righetti, ma in quel momento la sua posizione nettamente “montiniana” non gioca a suo favore. Si dedica allora alla propria professione e all’impegno nell’Azione Cattolica a Modena, dove è poi dirigente del gruppo Laureati dal 1937.
Affronta con coraggio le responsabilità nella Resistenza, è autore dei primi opuscoli clandestini antifascisti e, fin da subito fa parte della Brigata partigiana Italia Pianura. Nel maggio 1944, a causa di una delazione, subisce insieme ai suoi compagni quaranta giorni di carcere.
Nel dopoguerra viene eletto nel Consiglio comunale alle elezioni del 1946 in rappresentanza della Dc. Scrive assiduamente sul periodico di area democristiana Democrazia e viene eletto nel comitato provinciale del partito nei congressi che vanno dal 1946 al 1950. Tra i principali animatori dell’associazionismo cattolico delle Acli, nel gennaio del 1948 al termine del primo congresso viene eletto nel Comitato provinciale dell’organizzazione. Muore a Modena il 6 maggio 1962.

Fonti 

  • Alberto Barbieri, Laici cattolici modenesi del nostro secolo. Cento schede biografiche, Ronchetti, Modena, 1998, pag. 125
  • Dario Mengozzi (a cura di), La “sinistra (cattolica) modenese”. Cronache di una singolare esperienza politica di base, Centro culturale Francesco Luigi Ferrari, Modena 2009
  • Archivio dell’Ordine degli Avvocati di Modena
  • Giovanni Taurasi, Intellettuali in viaggio. Università e ambienti culturali a Modena dal fascismo alla Resistenza (1919-1945), Unicopli 2009, pag.234, 242

Cognome
Frattini
Nome
Giuseppe
Data di nascita
30/05/1909
Sesso
Uomo
Comune di nascita
Padova
Professione
Avvocato

Attività politica

TornataComunePartitoCarica

Istituto per la Storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Modena - E.T.S.


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