Benedetti Luigi
Nasce a Castelnuovo Rangone il 24 gennaio 1905. I genitori sono socialisti e la loro condizione economica non gli consente che una istruzione elementare. Già in quinta, scrive nelle sue memorie, “portavo in tasca e leggevo le copie dell’”Avanti!” che mio padre acquistava regolarmente”.
Lasciata la scuola si impiega come garzone in una falegnameria, dove diventa operaio. Attratto dalle idee socialiste, rimane deluso dall’incapacità di arginare le violenze fasciste. Approda quindi al Partito comunista, dove inizia una militanza attiva fino al 1927, quando subisce il primo arresto e il processo davanti al Tribunale speciale che lo condanna a sette anni di carcere per organizzazione comunista. Prima destinazione è il carcere giudiziario di Roma; poi il trasferimento in quello di San Gimignano – dove passa sedici mesi di segregazione cellulare – e infine conclude la sua prigionia a Fossano (Cuneo), dove nel 1932 viene liberato a seguito dell’”Amnistia del decennale” promulgata dal regime fascista.
In quel periodo il Partito comunista sta riorganizzando la propria rete di attività e propaganda e Benedetti entra a far parte del Comitato federale, assumendo la responsabilità della zona dell’alto modenese (Savignano, Castelvetro, Maranello). Viene nuovamente arrestato nell’ottobre 1933, a seguito di una serie di delazioni che permettono all’Ovra di mettere in difficoltà la struttura clandestina comunista modenese. Subisce quindi la condanna a cinque anni di confino nell’isola di Ponza, che diventa il principale centro di formazione della nuova leva comunista, data la presenza di Terracini, Scoccimarro, Ravera, Secchia, Amendola.
Nel 1938 viene trasferito alle isole Tremiti dove subisce cinque condanne consecutive per essersi rifiutato di salutare “romanamente” e consegnato al carcere di Foggia. Liberato nel novembre di quell’anno rientra a Modena, a casa della sorella Ines, e trova impiego presso la falegnameria dei fratelli Baroni, che hanno trasformato il loro laboratorio in centro della organizzazione comunista. Nonostante sia sottoposto a continua vigilanza, nel 1939 crea una nuova cellula in città, dove l’organizzazione del Partito comunista è particolarmente frammentata e priva di un gruppo dirigente operativo.
Il nuovo nucleo creato da Benedetti arriva a contare 85 persone, ha sede ai Mulini Nuovi ed è collegato con la zona di Sassuolo e Vignola: si costituisce un Comitato federale per il Comune di Modena che nel settembre 1940 arriva a contare duecento aderenti. Il gruppo è attivo in particolare nell’ambiente operaio e stabilisce delle cellule all’interno delle maggiori aziende di Modena (Giusti, Fiat Grandi Motori, Fiat OCI, Maserati).
Dopo l’8 settembre 1943 assume la segreteria del Partito comunista modenese, carica che mantiene fino alla fine dell’anno. Entra a far parte del Cln assieme ai rappresentanti degli altri partiti democratici. All’interno delle forze partigiane (con il nome di battaglia di “Secondo”) sarà il responsabile politico del suo partito, diventando prima commissario della Brigata Costrignano e successivamente commissario generale della Divisione Modena Montagna. Nell’autunno del 1944 non seguirà l’invito del generale Alexander di smobilitare, ma resterà in montagna.
Viene apprezzato come assiduo negoziatore tra le diverse anime presenti nelle brigate partigiane e come tessitore di relazioni tra le forze partigiane e le popolazioni di montagna.
A liberazione avvenuta, è l’oratore che il 1° maggio 1945 parla in Piazza Grande a Modena in nome di tutta la Resistenza. Con decreto della Presidenza del Consiglio del 4 gennaio 1947 viene decorato con la medaglia d’argento al valor militare.
Dal 1945 al 1946 è segretario dell’Anpi provinciale. Viene eletto consigliere nel 1946 in rappresentanza del Pci. Nella seduta del 20 aprile chiede che venga messo all’ordine del giorno la seguente proposta: “il Consiglio comunale di Modena afferma che condizione essenziale per la rinascita del Paese è la instaurazione della Repubblica democratica popolare”. L’ordine del giorno viene approvato all’unanimità per alzata di mano.
Fonti
- Sergio Rossi, Profilo biografico di Luigi Benedetti, in “Rassegna di storia dell’Istituto storico della Resistenza”, n. 1, ottobre 1982
- Luigi Benedetti, La riorganizzazione del PCI e la costituzione del CLN provinciale, in “Rassegna di Storia dell’Istituto Storico della Resistenza in Modena”, n. 4, aprile 1985
- Dizionario storico dell’antifascismo modenese, Unicopli 2012, vol. 2, Biografie, ad nomen
- Istituto storico di Modena, Archivio Benedetti, Luigi Benedetti, 20 anni di lotte contro il fascismo nella clandestinità e nella Resistenza, 1925-1945, ciclostilato
- Archivio Storico del Comune di Modena, “Atti del Consiglio comunale dell’anno 1946”
- Atlante delle formazioni partigiane modenesi, Luigi Benedetti
Cognome
Benedetti
Nome
Luigi
Data di nascita
24/01/1905
Sesso
Uomo
Comune di nascita
Castelnuovo Rangone
Professione
Cestaio
Attività partigiana
Nome di battaglia
Secondo
Gruppo di appartenenza
Brigata Costrignano
Attività politica
| Tornata | Comune | Partito | Carica |
|---|---|---|---|
| Elezioni amministrative 1946 | Modena | PCI | Consigliere/a |
