Bandieri Umberto
Nasce a Modena il 7 dicembre 1903. Il padre è attivo in diversi mestieri (imbianchino, salumiere). Può frequentare le scuole elementari fino alla sesta e le scuole tecniche fino alla licenza di terza. Si iscrive all’istituto per ragionieri, ma deve abbandonare per poter contribuire al sostentamento della famiglia. Viene quindi assunto come commesso in un negozio di stoffe in via Farini ed esercita questa professione fino al 1949, quando riesce ad aprire un proprio negozio.
Per le sue competenze e la serietà riceve incarichi di istruttore per nuovi lavoratori e, dal 1936 al 1945 esercita presso la Camera di Commercio il ruolo di incaricato del controllo della distribuzione dei tessuti.
Il suo impegno in politica inizia dal 1919, quando entra a far parte del Partito popolare. Molto attivo nel mondo cattolico, è il fondatore del circolo giovanile dell’Azione cattolica di San Cataldo (1919) e nel 1922 del primo reparto scout di Modena. Questa attività, in particolare, è avversata dal regime che non tollera la presenza di organizzazioni non controllate dal Partito fascista.
Anche nel territorio modenese quindi si registrano danneggiamenti alle sedi nel 1924 e nel 1925, il sequestro di materiale utile per l’autofinanziamento e numerose aggressioni fisiche. Nel 1928 il regime sopprime “tutte quelle organizzazioni giovanili che sono in antitesi ai Balilla e precisamente gli Esploratori Cattolici”.
Fermato e minacciato più volte da militanti fascisti, continua tuttavia a partecipare ai campi clandestini che sono organizzati all’ombra delle parrocchie. Nel 1932 sposa Pacifica Sgarbi, maestra elementare. Sfollato a Spezzano nel 1943, incontra regolarmente Ermanno Gorrieri in quella località e la figlia Lucia deduce che “fosse una figura di collegamento con i partigiani, perché si recava tutti i giorni in bicicletta a Modena a lavorare”.
Dopo la nascita della Democrazia Cristiana il suo impegno politico continua e dopo il rientro a Modena nel 1945 viene eletto nel comitato provinciale della nuova formazione, partecipando come delegato a molti congressi. È anche tra i promotori della ripresa dell’organizzazione degli scout nel 1945. Continua anche la sua attività professionale di gestione di un rinomato negozio di tessuti. Per la sua competenza in questo settore diventa membro di commissione presso la Camera di Commercio e dal 1961 coordina il Movimento commercianti cattolici.
Nel 1946 viene eletto nel Consiglio comunale dove rimane fino al 1964, partecipando attivamente con interpellanze e interventi su molteplici aspetti dell’attività amministrativa modenese. Nel 1964 si dimette, insieme ad altri consiglieri, per protesta contro la proposta voluta dalla maggioranza di assegnare la medaglia di presenza in consiglio, sentita come un modo per consolidare il potere da parte del Pci. Rappresenta le Acli nella Cgil unitaria dal 1945 al 1948 ed è tra i principali sostenitori dell’organizzazione a livello provinciale della Cisl.
Si fa anche promotore della Mutua commercianti cattolici di Modena e diventa presidente dell’Associazione commercianti cattolici fino al 1970. Il suo impegno in campi diversi si deve al desiderio di voler essere – scrive in un documento – “testimone di tolleranza, senso della comunità, ricerca di una religiosità consapevole”. Muore a Modena l’11 dicembre 1998.
Fonti
- Sergio Volpi, Alle radici delle fronde. Cento anni di scautismo nel territorio modenese, Edizioni Artestampa, Modena 2022
- Centro Culturale Francesco Luigi Ferrari, Archivio storico, Carte della Democrazia cristiana e del movimento cattolico
- “Raccolta degli interventi nel Consiglio Comunale di Modena di Umberto Bandieri”, consultato per gentile concessione della famiglia, 2026
- Testimonianze e documenti ricevuti dalle figlie Lucia e Giovanna Bandieri, 2026
Cognome
Bandieri
Nome
Umberto
Data di nascita
07/12/1903
Sesso
Uomo
Comune di nascita
Modena
Professione
Commesso
Attività politica
| Tornata | Comune | Partito | Carica |
|---|---|---|---|
| Elezioni amministrative 1946 | Modena | DC | Consigliere/a |
