Barozzi Mario
Nasce a Modena il 10 marzo 1912 da una famiglia di contadini. Con i suoi fratelli trova però impiego nell’industria: ad appena 14 anni, infatti, viene assunto nella carrozzeria Orlandi, dove si specializza come lamierista. Nel 1940 entra alla Ferrari corse e la sua qualifica di aggiustatore meccanico gli consente di essere esonerato dal servizio militare.
Nel 1942, sollecitato dal fratello Aldo, costituisce all’interno della Ferrari un comitato clandestino del Partito comunista, partecipando agli scioperi promossi dal 1943. Dopo il 25 luglio 1943, essendosi svolte le elezioni per una nuova struttura rappresentativa di tutti i dipendenti, assume la presidenza della Commissione interna. Dopo l’8 settembre, decaduta la Commissione interna, riesce a farsi assumere come aggiustatore meccanico alla OCI-FIAT, dove collabora con Ormisto Francia che dirige il gruppo di Resistenza in quello stabilimento. In collegamento con il fratello Guido, dipendente delle Aziende elettriche e iscritto al Pci dalla fondazione, partecipa attivamente nella Resistenza.
Inizia in quel momento la sua esperienza di dirigente del movimento operaio, che caratterizza tutta la sua vita.
Alla fine della guerra rappresenta il Pci nel comitato comunale del Cln. Viene eletto segretario provinciale della Fiom e riesce a stipulare un accordo con gli industriali che prevede l’assunzione di 10 operai ogni 100 occupati durante i tre mesi invernali. Inoltre, mette in atto il progetto dei “premi di produzione” che porteranno un notevole aumento della produzione unitamente all’ammontare dei salari.
Nel 1946 viene eletto in consiglio comunale nelle liste del Pci.
Le elezioni del 1948, con la sconfitta del Fronte Popolare e la scissione sindacale, segnano l’inizio di una lunga stagione di aspra conflittualità, caratterizzata da serrate e licenziamenti degli attivisti sindacali. Barozzi presenta proposte di mediazione che trovano contrario il partito. A causa di ciò si dimette da segretario della FIOM alla fine del 1949, in un clima tesissimo che culmina con la strage delle Fonderie del 9 gennaio 1950.
Riprende la sua professione di operaio e alla fine del 1950 viene nuovamente assunto presso le Carrozzerie Orlandi. Nel 1955 viene invitato dal sindaco Corassori a dirigere la Cooperativa Autodromo. Lascia questo incarico nel 1957, quando inizia una propria attività artigianale nel settore delle riparazioni di carrozzeria. Nel 1972 cede l’officina e si ritira in pensione. Muore a Modena il 14 novembre 1989.
Fonti
- Velia Venturi, Mario Barozzi, in Rassegna di storia dell’istituto Storico della Resistenza in Modena, “Nuova serie Ottobre 1990, pag. 157
- Lorenzo Bertucelli, Una generazione militante. La storia e la memoria dei sindacalisti modenesi, Ediesse, Roma 2004
Cognome
Barozzi
Nome
Mario
Data di nascita
10/03/1912
Sesso
Uomo
Comune di nascita
Modena
Professione
Carrozzaio
Attività partigiana
Nome di battaglia
Sereno
Gruppo di appartenenza
Brigata Monari
Attività politica
| Tornata | Comune | Partito | Carica |
|---|---|---|---|
| Elezioni amministrative 1946 | Modena | PCI | Consigliere/a |
