Manelli Clelia
Nasce a Collecchio (Parma) il 1° gennaio 1917. La sua è una famiglia antifascista (gli zii sono di orientamento anarchico e la madre non fa mistero delle sue idee di opposizione al regime). Si diploma come maestra elementare nel 1937 e si iscrive al Pnf per poter insegnare, dato che non venivano accettate domande da insegnanti non iscritti.
La svolta decisiva della sua vita avviene con l’incontro con Oscar Righi, militare di carriera già attivo nel mondo antifascista. I due si sposano nel 1942. Per un anno lavora come impiegata presso il Municipio di Modena (all’ufficio Sperimentale Anagrafico) poi nel 1943 ottiene un incarico come insegnante a Montefiorino. Nei primi mesi del 1944 nasce il primo figlio (ne avrà altri due).
Appartiene a questo periodo il suo progressivo impegno come staffetta partigiana (con lo pseudonimo di Clara) della divisione Modena Pianura, ruolo particolarmente gravoso dovendo fare da collegamento tra le varie formazioni.

In città vive con la madre, dato che il marito era entrato in clandestinità assumendo ruoli di comando della Resistenza, e la sua abitazione è usata per nascondere e produrre materiale dattiloscritto e documenti utili per le brigate partigiane. La sua passione politica cresce con la consapevolezza della necessità di “porre fine ad una situazione tragica e di dedicarsi ad un ideale da raggiungere”.
Alla fine della guerra viene chiamata a far parte della Giunta provinciale del Cln. È tra le fondatrici dell’Udi di Modena. Nelle prime elezioni amministrative del 1946 viene eletta consigliera nelle liste del Pci e nominata Assessora (supplente) alla Beneficenza e all’Istruzione. Durante il mandato in Consiglio diventa presidente dell’Onmi e membro del Consiglio provinciale della scuola.
L’insieme di questi incarichi la costringono con rammarico a diradare l’impegno nell’Udi, a cui continua comunque a dare il proprio contributo. Nel 1956 lascia definitivamente l’impegno di consigliera, non riuscendo più a conciliare tutti gli impegni che le venivano richiesti: “bisognava scegliere” (dichiara in una bella intervista del 1994), “perché per le donne è più difficile dedicarsi contemporaneamente all’impegno in politica, al lavoro (insegnò a lungo) e alla cura dei figli” (che erano diventati tre). Muore a Modena il 10 luglio 1997.
Fonti
- Daniela Dell’Orco, Nora Sigman, Eredità rivelate. Le donne nelle amministrazioni locali modenesi, 1946-1960, Centro Documentazione Donna, Modena 2000
- Caterina Liotti, Angela Remaggi (a cura di), A guardare le nuvole. Partigiane modenesi tra memoria e narrazione, Carocci, Roma 2004
- Roberta Pinelli, Dizionario biografico delle donne modenesi, Elis Colombini editore, Modena 2019
- Giovanni Taurasi, Caterina Liotti, Libera ogni gioia. I segni delle cittadine a Modena tra Liberazione e Costituzione 1945-1948, Bradipus, Modena 2019
- Istituto storico di Modena, Archivio della Federazione modenese del Pci, Commissione Federale di Controllo
- Intervista a Clelia Manelli, Centro documentazione donna di Modena, Istituto culturale di ricerca, Ricerche storiche, Ricerca Donne e Resistenza, b. 45, [n. 23]
- Rivoluzioni Modena900, Biografie, Clelia Manelli
- I partigiani d’Italia. Lo schedario delle commissioni per il riconoscimento degli uomini e delle donne della Resistenza
Cognome
Manelli
Nome
Clelia
Data di nascita
01/01/1917
Sesso
Donna
Comune di nascita
Collecchio (PR)
Professione
Maestra
Attività partigiana
Nome di battaglia
Clara
Gruppo di appartenenza
Comando Divisione Modena Pianura
Attività politica
| Tornata | Comune | Partito | Carica |
|---|---|---|---|
| Elezioni amministrative 1946 | Modena | PCI | Assessore/a |
