Pignedoli Antonio
Nasce il 23 luglio 1918 a Correggio (Reggio Emilia). La sua famiglia è vicina al Partito Popolare, e riceve un’educazione cristiana. Il padre Nino, segretario della locale sezione del PPI, viene perseguitato dal fascismo.
Dopo aver frequentato il Liceo Tassoni (1932-1936) si iscrive all’università e nel 1940 si laurea con lode in fisica e matematica presso l’Università di Bologna, ottenendo la medaglia d’oro “Augusto Righi” con l’incarico dell’insegnamento di fisica superiore presso quell’università. In seguito viene chiamato dall’Università di Modena dove insegna chimica, fisica, meccanica razionale e fisica matematica, pubblicando una trentina di memorie scientifiche di notevole importanza.
Allo scoppio della guerra viene arruolato con il grado di sottotenente del genio Aeronautico Ingegneri. Dopo l’8 settembre entra immediatamente nel movimento partigiano (Brigata Italia), distinguendosi nell’attività organizzativa. Fa parte di un gruppo, costituitosi nell’ottobre 1943, per sabotare le ferrovie le linee telefoniche e per consentire le radiocomunicazioni con l’Italia libera. In una lettera inviata a Luigi Paganelli (26 febbraio 1988) scrive che ha vissuto la Resistenza “come periodo di estremo rischio in vista della realizzazione di una grande idea: una Patria libera, democratica, civile e ispirata ai grandi principi cristiani. La speranza per l’oggi – continua – è che quella tensione di idee che animò la vita dell’Assemblea costituente rinasca e si proietti nel futuro”.
Pignedoli fa parte di un piccolo gruppo di partigiani, perlopiù di ambiente universitario di area cattolica, a cui il Cln ha autorizzato l’adesione alla Repubblica sociale in modo che possano fare il doppio gioco. Risulta infatti attivo nel servizio informativo militare e organizzatore dei servizi di radiocomunicazione insieme all’ingegnere Francesco Malvezzi. Il 20 dicembre 1944 viene incaricato di dirigere l’Istituto matematico appena costituito e che con la sua direzione riceve una solida organizzazione. Continua a mantenere la direzione dell’Istituto anche dopo la guerra e durante il suo impegno di consigliere comunale, fino alla sua elezione in Assemblea Costituente dove interviene soprattutto sui problemi della scuola e della ricerca scientifica. In particolare, nelle sessioni tra il 22 e il 28 aprile 1947 afferma di sentire “profondamente i problemi della cultura e di come sia assolutamente necessario il potenziamento della scuola e dell’alta cultura per la ricostruzione nazionale e la ripresa di quel posto che il nostro Paese merita nel mondo”.
Fortemente preoccupato dall’abbandono del nostro paese da parte degli scienziati che se ne andavano “per questioni di trattamento, per ragioni propri inerenti alla possibilità di vivere”, presenta un emendamento per sostenere ricercatori e ai lavoratori della mente, così concepito: “la Repubblica protegge e promuove con ogni possibile aiuto la creazione artistica e la ricerca scientifica”.
Grazie al suo pressante interessamento riesce, nel 1947, ad ottenere dal Consiglio superiore della Pubblica istruzione l’istituzione del secondo biennio dei corsi di Matematica e nel nostro Ateneo.
Nel 1948 si ritira dalla vita politica per dedicarsi interamente alla ricerca scientifica e all’insegnamento, dichiarando di aver rifiutato vari inviti a trasferirsi all’estero come docente, per non lasciare la scuola italiana. Dal 1949 al 1952 torna alla direzione dell’Istituto Matematico dell’Università di Modena. In vari periodi, da allora, ricopre il ruolo di Preside della Facoltà di Scienze all’Università di Modena, la Direzione dell’Istituto di Fisica tecnica della Facoltà di Ingegneria a Bologna, la cattedra di Meccanica Superiore, la docenza per oltre trent’anni presso l’Accademia Militare di Modena.
È stato Presidente dell’Accademia di Scienze Lettere e Arti di Modena dal 1952 al 1989, curandone la sistemazione della biblioteca e l’attività culturale e scientifica. Nel 1984 diventa socio nazionale dell’Accademia nazionale dei Lincei e di molte Accademie e Società scientifiche nazionali e internazionali ed ha avuto il ruolo di capogruppo di ricerca del gruppo nazionale di fisica-matematica del CNR. Ha ricevuto numerose onorificenze tra le quali la medaglia d’oro della Presidenza della Repubblica per i Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell’Arte ed è Commendatore della Repubblica Italiana. Dal 1980 un asteroide della fascia principale porta il suo nome: 22263 Pignedoli.
Muore improvvisamente mentre si trova in Austria il 7 agosto 1989.
Fonti
- Progetto rivoluzioni, Biografie, Antonio Pignedoli
- Luigi Paganelli, Antonio Pignedoli, in Rassegna di Storia dell’Istituto Storico della Resistenza di Modena, n. 7, ottobre 1988
- Gian Luigi Agnoli, Un ricordo del Professore Antonio Pignedoli, Bologna , 2011
- Giovanni Taurasi, Intellettuali in viaggio : università e ambienti culturali a Modena dal fascismo alla Resistenza 1919-1945, Unicopli 2009, Pag. 234 et al.
- Accademia di Scienze Lettere ed Arti di Modena, Atti e memorie, Volume VII 1989-90, Mucchi 1990; Volume XIV, 1996-97, Mucchi 1998
- Gazzetta di Modena, 25 febbraio 1947, L’istituzione del 2° biennio di Matematica e Fisica
- Gazzetta di Modena, 18 aprile 1947, Interessi del nostro ateneo per il 2° biennio di Matematica
- Gazzetta di Modena, 24 dicembre 1947, Concesso il 2° biennio di Matematica e Fisica
- Gazzetta di Modena, 26 dicembre 1947, Il 2° biennio di Matematica. Una lettera dell’on. Pignedoli
- Camera dei Deputati Portale Storico, Antonio Pignedoli
- Centro Culturale Francesco Luigi Ferrari, Archivio storico
Cognome
Pignedoli
Nome
Antonio
Data di nascita
23/07/1918
Sesso
Uomo
Comune di nascita
Correggio (RE)
Professione
Professore
Attività partigiana
Nome di battaglia
Giulio
Gruppo di appartenenza
Italia Pianura
Attività politica
| Tornata | Comune | Partito | Carica |
|---|---|---|---|
| Elezioni amministrative 1946 | Modena | DC | Consigliere/a |
