Elette

Dall’Unità d’Italia in poi il movimento emancipazionista femminile aveva combattuto la battaglia per ottenere il diritto di voto. Nonostante il seguito ottenuto da importanti rappresentanti di questo movimento come Anna Maria Mozzoni, Maria Montessori o Anna Kuliscioff, la ricezione delle istanze profonde delle rivendicazioni femminili rimane inascoltata. Anche all’interno del partito socialista, sulla carta più aperto a istanze progressiste, prevale una certa riluttanza ad adottare come bandiera politica questa battaglia a discapito di quelle rivendicate dalla lotta di classe. 

L’Immobilismo legislativo e culturale che circonda la questione sembra rompersi nel luglio del 1919 quando la Camera approva la legge Sacchi che riconosce la piena capacità giuridica femminile e l’abolizione dell’autorizzazione maritale. Inoltre, pochi giorni dopo, la Camera approva anche, quasi all’unanimità, la proposta di legge Martini-Gasparotto per estendere il voto politico e amministrativo alle donne in linea con quanto si andava verificando in molte nazioni europee come ricompensa per i servizi resi alla patria durante la prima guerra mondiale. La proposta però non arriva in approvazione al Senato a causa dello scioglimento delle Camere che segue la crisi di Fiume, e rimane lettera morta per poi cadere sepolta insieme alle altre libertà individuali e politiche durante gli anni del fascismo. Nel 1925 infatti la concessione del diritto di voto amministrativo viene immediatamente cancellato con l’abolizione delle elezioni per gli organi territoriali locali.

Per compiere un ulteriore passo avanti è necessario arrivare agli anni del Governo Bonomi, in piena guerra quando l’Italia ancora non è liberata ed è divisa in due. Con il decreto legislativo luogotenenziale del 1° febbraio 1945, n. 23 le donne sono inserite nel corpo elettorale attivo e viene data disposizione di provvedere alla compilazione di liste elettorali divise in maschili e femminili. Il voto attivo è dunque inserito a pieno titolo nella nostra legislazione e, con l’articolo 12 del decreto legislativo luogotenenziale n. 1 del 7 gennaio 1946 si stabilisce che “Sono eleggibili a consiglieri comunali gli iscritti nelle liste elettorali di qualsiasi Comune, purché sappiano leggere e scrivere”.  Per quello che riguarda il voto amministrativo, in mancanza di elementi ostativi di altra natura, le donne sono candidabili e i partiti presentano le liste inserendo anche i loro nomi. Di fatto il suffragio universale è quindi già in essere con le consultazioni comunali e viene perfezionato a livello nazionale con il Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 74 del 10 marzo 1946 che estende l’eleggibilità alle cittadine italiane nelle elezioni per l’Assemblea Costituente e per le tornate elettorali successive.

L’introduzione di questo diritto non avviene in modo meccanico. Nonostante sulla stampa rimanga silente rispetto al dibattito politico in corso, il confronto avviene soprattutto tra i grandi partiti di massa e la loro componente femminile. Le perplessità circa l’opportunità di questa svolta epocale sono numerose e attraversano infatti i diversi schieramenti politici: dalla paura dell’astensionismo (avvertita del resto anche sull’elettorato maschile dopo decenni di disabitudine al voto) all’incapacità delle donne di occuparsi di ‘cose politiche’, dal rischio di un voto inconsapevole schiacciato sull’opinione dei mariti alla necessità che la donna non venga meno alla propria funzione familiare.  Il pregiudizio che colloca la donna all’interno della sfera domestica o, al più, nell’ambito della cura filantropica, è per altro profondamente radicato anche in molte donne. La partecipazione alla guerra di Liberazione in modo armato o civile, la rilevanza sostanziale che il lavoro femminile ha avuto nel processo di ribellione al fascismo, ma anche di sostentamento dell’economia nazionale, costituiscono il motivo principale su cui fondare la rivendicazione del diritto di voto alle donne. Il percorso emancipazionista fondato sull’idea di un diritto individuale e universale inalienabile, rimane in questa fase in secondo piano, soppiantato dalla profonda e travolgente esperienza della guerra che ha dato a tante donne la consapevolezza politica della propria condizione.

A conclusione delle elezioni amministrative il timore dell’astensionismo femminile appare del tutto infondato dal momento che supera, anche a livello nazionale, l’81%. Le candidate sono presenti prevalentemente nelle liste del Partito comunista e, in misura minore, in quello socialista e nella Democrazia cristiana. Il dato provinciale ricalca quindi la fotografia di quello nazionale: aumenta leggermente in percentuale il numero delle elette che a livello nazionale è dell’1,9% (circa 2000 su 106.275 consiglieri eletti) e sul territorio provinciale è del 3,7% (40 su 1.050 eletti). Tra queste 40 figura anche Elena Tosetti (eletta nella lista del Pci a Fanano), una delle 12 sindache elette nel 1946 in Italia.

I profili di queste donne sono differenti tra loro salvo l’età media che si colloca in larga parte tra i 20 e i 40 anni, segno di una emancipazione culturale e politica recente e fortemente radicata nell’esperienza della guerra e della Resistenza. Cercheremo con questo lavoro di collocarle nei loro ambienti di provenienza e, quando possibile, ricostruire le loro storie 

Elezioni amministrative 1946

Camposanto

Cognome Nome Afferenza politica Carica Comune Lista
Ferraresi Francesca PCI Consigliere/a Camposanto PCI

Carpi

Cognome Nome Afferenza politica Carica Comune Lista
Podestà Maria INDIPENDENTE Consigliere/a Carpi PCI

Castelfranco Emilia

Cognome Nome Afferenza politica Carica Comune Lista
Fiorini Alfonsina PCI Consigliere/a Castelfranco Emilia PCI – PSIUP
Guerzoni Otillia PCI Consigliere/a Castelfranco Emilia PCI – PSIUP

Castelnuovo Rangone

Cognome Nome Afferenza politica Carica Comune Lista
Fantoni Sofia PSIUP Assessore/a Castelnuovo Rangone PCI – PSIUP
Zanasi Bimba PCI Consigliere/a Castelnuovo Rangone PCI – PSIUP

Castelvetro di Modena

Cognome Nome Afferenza politica Carica Comune Lista
Bonacini Fernanda PCI Consigliere/a Castelvetro PCI – PSIUP

Concordia sulla Secchia

Cognome Nome Afferenza politica Carica Comune Lista
Borellini Gina PCI Consigliere/a Concordia sulla Secchia PCI
Marazzi Bruna PCI Consigliere/a Concordia sulla Secchia PCI
Spaggiari Maria PCI Consigliere/a Concordia sulla Secchia PCI

Fanano

Cognome Nome Afferenza politica Carica Comune Lista
Tosetti Elena PCI Sindaco/a Fanano PCI – PSIUP

Finale Emilia

Cognome Nome Afferenza politica Carica Comune Lista
Benassi Lucia PCI Consigliere/a Finale Emilia PCI
Garutti Matilde INDIPENDENTE Assessore/a Finale Emilia PCI

Fiorano Modenese

Cognome Nome Afferenza politica Carica Comune Lista
Mescoli Maria PCI Consigliere/a Fiorano Modenese PCI – PSIUP

Guiglia

Cognome Nome Afferenza politica Carica Comune Lista
Fratagni Norma DC Consigliere/a Guiglia DC
Serrai Jolanda PCI Assessore/a Guiglia PCI – PSIUP – P.d’A.

Marano sul Panaro

Cognome Nome Afferenza politica Carica Comune Lista
Piselli Ida PCI Consigliere/a Marano sul Panaro PCI – PSIUP

Medolla

Cognome Nome Afferenza politica Carica Comune Lista
Nava Nilla PCI Consigliere/a Medolla PCI – PSIUP

Mirandola

Cognome Nome Afferenza politica Carica Comune Lista
Giliberti Vailna PCI Consigliere/a Mirandola PCI – PSIUP

Modena

Cognome Nome Afferenza politica Carica Comune Lista
Ligabue Bice PCI Consigliere/a Modena PCI
Manelli Clelia PCI Assessore/a Modena PCI
Vaccari Ilva PSIUP Consigliere/a Modena PSIUP

Montefiorino

Cognome Nome Afferenza politica Carica Comune Lista
Pancani Alberta PCI Assessore/a Montefiorino PCI – PSIUP

Nonantola

Cognome Nome Afferenza politica Carica Comune Lista
Zoboli Pasqua PCI Consigliere/a Nonantola PCI – PSIUP

Novi di Modena

Cognome Nome Afferenza politica Carica Comune Lista
Barbieri Marta PCI Consigliere/a Novi di Modena PCI – PSIUP

Pavullo nel Frignano

Cognome Nome Afferenza politica Carica Comune Lista
Bertolucci Ada PCI Consigliere/a Pavullo nel Frignano PCI
Franchini Margherita DC Consigliere/a Pavullo nel Frignano DC

San Cesario sul Panaro

Cognome Nome Afferenza politica Carica Comune Lista
Malmusi Armida PCI Consigliere/a San Cesario sul Panaro PCI – PSIUP

San Felice sul Panaro

Cognome Nome Afferenza politica Carica Comune Lista
Bellini Cloe INDIPENDENTE Assessore/a San Felice sul Panaro PCI

San Possidonio

Cognome Nome Afferenza politica Carica Comune Lista
Forti Olema PCI Consigliere/a San Possidonio PCI

San Prospero

Cognome Nome Afferenza politica Carica Comune Lista
Baraldi Leonina PCI Consigliere/a San Prospero PCI
Saltini Mafalda PCI Consigliere/a San Prospero PCI

Sassuolo

Cognome Nome Afferenza politica Carica Comune Lista
Barbolini Norma PCI Consigliere/a Sassuolo PCI – PSIUP – P.d’A.

Savignano sul Panaro

Cognome Nome Afferenza politica Carica Comune Lista
Bacchelli Faustina PCI Consigliere/a Savignano sul Panaro PCI

Soliera

Cognome Nome Afferenza politica Carica Comune Lista
Vaccari Amorina PCI Consigliere/a Soliera PCI – PSIUP

Spilamberto

Cognome Nome Afferenza politica Carica Comune Lista
Busi Elvira PCI Consigliere/a Spilamberto PCI
Rinaldi Giovanna PCI Consigliere/a Spilamberto PCI

Vignola

Cognome Nome Afferenza politica Carica Comune Lista
Bonesi Giovanna PSIUP Consigliere/a Vignola PCI – PSIUP
Boschi Ermellina PCI Consigliere/a Vignola PCI – PSIUP

Zocca

Cognome Nome Afferenza politica Carica Comune Lista
Mattioli Vanda INDIPENDENTE Assessore/a Zocca PCI – PSIUP

Istituto per la Storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Modena - E.T.S.


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