Assemblea costituente 1946

L’appuntamento elettorale del 2 giugno 1946 rappresenta anche per la realtà modenese un passaggio istituzionale di eccezionale rilevanza, preparato da una mobilitazione politica che la “L’Unità democratica” del 31 maggio definisce come un’atmosfera «arroventata». Nelle settimane precedenti il voto, la città e la provincia diventano teatro di una propaganda incessante, con comizi e conferenze che si alternano senza tregua, mentre la lotta sui muri procede «insistente e vivace». In questo contesto, le forze politiche e l’amministrazione comunale di Modena esprimono l’auspicio che si ripeta l’esempio di «maturità democratica, di correttezza e di rispetto all’ordine e alla legalità» già osservato nelle precedenti elezioni amministrative. In effetti le elezioni si svolgono senza incidenti come testimoniato da una nota del quotidiano del 6 giugno in cui l’autorità comunale sottolinea il «perfetto ordine pubblico» e il successo delle complesse operazioni elettorali.
Il sistema elettorale voluto per eleggere l’Assemblea Costituente è di tipo fortemente proporzionale. I seggi, quindi, vengono distribuiti ai partiti in proporzione ai voti ottenuti. La legge elettorale viene introdotta con il decreto legislativo luogotenenziale n. 74 del 10 marzo 1946, approvato pochi giorni prima dalla Consulta Nazionale. Nelle zone d’Italia in cui non sono ancora avvenute le elezioni amministrative, le donne esercitano in questa tornata per la prima volta il diritto di voto passivo e attivo.
Il sistema prevede 31 circoscrizioni elettorali e la possibilità per ciascun partito di presentare una lista di candidati. Oltre al voto di lista, è possibile esprimere anche preferenze per i candidati della lista votata. Nella maggior parte delle circoscrizioni si possono indicare fino a quattro preferenze, mentre nella XIV Circoscrizione – che comprende Modena, Parma, Reggio Emilia e Piacenza – il numero massimo consentito è di tre.
L’assegnazione dei seggi avviene in due fasi. In un primo momento i seggi sono distribuiti all’interno delle singole circoscrizioni con un sistema proporzionale e, con i resti dei voti che non concorrono alle quote di assegnazione, si procede a un sistema di ricalcolo che consente il recupero di ogni voto e di tutte le possibilità di rappresentanza.
La legge prevede l’elezione di 573 deputati, ma in alcune aree di confine – come l’Alto Adige e la Venezia Giulia – non è possibile svolgere regolarmente le elezioni a causa della situazione internazionale del dopoguerra e delle amministrazioni militari alleate e jugoslave. Per questa ragione i deputati effettivamente eletti sono 556, 20 dei quali assegnati alla XIV Circoscrizione.
Hanno diritto di voto tutti i cittadini italiani, uomini e donne, che hanno compiuto almeno 21 anni. Gli aventi diritto rappresentano circa il 61,4% della popolazione complessiva. L’affluenza è particolarmente elevata e raggiunge circa l’89% degli elettori, segno della forte partecipazione politica che accompagna il ritorno alla vita democratica dopo il ventennio fascista e la guerra. A livello nazionale si contano circa 16 liste e l’Assemblea risulta alla fine così composta: 207 seggi per la Democrazia cristiana che esce come partito vincente; 115 allo Psiup; 104 al Pci; Udn 41; Uq 30, Pri 23; Blocco nazionale (non presente nella Circoscrizione XIV) 16; 7 Pda; Cdr 2.
Per quanto riguarda Modena e la sua provincia (parte della XIV Circoscrizione insieme a Parma, Reggio Emilia e Piacenza) le liste presenti sono 7 e l’elettore, oltre al voto di lista, può esprimere fino a tre preferenze scrivendo nelle apposite righe il cognome (oppure il nome e cognome) o il numero di lista dei candidati. Le preferenze devono appartenere esclusivamente alla lista votata; in caso contrario risultano nulle.
Intanto va ricordato che il numero degli elettori cresce di quasi 20.000 voti rispetto alla tornata amministrativa. Gli eletti direttamente in base ai voti di preferenza sono tre: Alberto Mario Pucci (Pci), Mario Merighi (Psiup) e Alessandro Coppi (Dc), ma alla chiusura definitiva degli spogli, seguiti giorno per giorno dalla stampa, i deputati modenesi risultano cinque. Oltre ai tre già indicati entrano alla Costituente il democristiano Antonio Pignedoli e il comunista Alfeo Corassori. La ‘pattuglia modenese’ si completa in modo definitivo solo a settembre quando Corassori decide di dimettersi per dedicarsi esclusivamente alla sua funzione di sindaco di Modena e il suo posto viene preso da Olindo Cremaschi.

L’Unità Democratica, 2 giugno 1946

L’affluenza a Modena città è del 94,6 %, con 68.403 votanti su un totale di 72.317 aventi diritto (“L’Unità democratica”, 31 maggio).

Sotto il profilo dei risultati elettorali per l’Assemblea Costituente, i dati definitivi per il capoluogo mostrano la vittoria del Pci e un ribaltamento degli equilibri che, rispetto alla tornata amministrativa precedente, premia il Psiup che incrementa i suoi voti. È comunque interessante notare come rispetto alla tornata elettorale del marzo 1946, la geografia del voto riporti una differente rappresentazione dei partiti vincitori. All’Assemblea Costituente i partiti si presentano evidentemente con liste singole, essendo una tornata elettorale che ha l’obiettivo di rappresentare ogni singola cultura politica all’interno della compagine che dovrà scrivere la Costituzione. In questo modo, la Dc riesce a strappare un numero maggiore di municipi di quanto non fosse accaduto alle amministrative quando, in diversi comuni e a causa del sistema maggioritario, Pci e Psiup si erano presentati in coalizione. Crescono anche i voti in termini assoluti e il Comune di Montecreto, in cui non si è ancora votato per le amministrative, riporta un risultato che vede prevalere la Dc rispetto al Pci.
Le restanti formazioni ottengono consensi minoritari (e il Partito repubblicano italiano e la Cdr non raggiungono l’1%) mentre l’Unione democratica nazionale si ferma a 1,2 % e il Fronte dell’Uomo qualunque segna l’1,9%.

L’Unità Democratica, 11 giugno 1946


Riassunto dati provinciali Assemblea costituente 1946

NUMERO COMUNI AL VOTO

46 Comuni su 46

POPOLAZIONE RESIDENTE (CENSIMENTO 1936)

467.355

TOTALE ELETTORI

312.160

TOTALE VOTANTI

293.169 (93,9%)

UOMINI AFFLUENZA

DONNE AFFLUENZA

Risultati delle liste

Tipologia di voto

*Di cui schede bianche 7037

Istituto per la Storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Modena - E.T.S.


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