Bastiglia

Bastiglia, comune agricolo della pianura modenese con circa 2.300 abitanti alla fine della Seconda guerra mondiale, confina con Modena, Soliera e Bomporto, a 10 km dal capoluogo. Dopo la Prima guerra mondiale, il Partito socialista (Psi) si radica fortemente, ottenendo 367 voti nelle elezioni politiche del 1919 contro i 40 dei popolari, e conquista la maggioranza e la minoranza del Consiglio comunale nel 1920, confermando il consenso con 317 voti nel 1921 nonostante la crescita di popolari (71 voti) e Blocco nazionale (86 voti). La repressione fascista inizia nell’aprile 1921 con spedizioni punitive delle camicie nere che distruggono simboli socialisti, seguite da ostacoli al Partito popolare; dal luglio 1921 un commissario prefettizio governa fino all’elezione del sindaco conservatore Aurelio Giusti nel dicembre 1922, mentre negli anni Venti e Trenta un debole sovversivismo è contrastato da propaganda fascista, come il raduno Pnf del 1932. L’antifascismo si rafforza dopo l’entrata in guerra dell’Italia nel 1940, evolvendo nella primavera 1944 con la costituzione del Distaccamento Gap Achille (poi Battaglione, includendo le Sap), comandato da Germano Bisi “Luigi” e poi Marcello Sighinolfi “Mirko”, dipendente dalla 65ª Brigata Garibaldi Gap “Walter Tabacchi” e, seppur di orientamento politico comunista, con militanti di varie tendenze politiche. La formazione partecipa alla liberazione della Terza zona partigiana e della città di Modena, presidiando l’Accademia militare, quartier generale tedesco, dopo la resa nemica.
Alle elezioni amministrative del 31 marzo 1946, il comunista Franco Cavani diventa primo cittadino, succedendo a Romeo Martinelli nominato dal Cln locale.


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