Finale Emilia

Finale Emilia, comune pianeggiante di 105 km² a 43 km da Modena al confine col Ferrarese, conta oltre 17.400 abitanti nel 1944 con una bassa densità demografica e un’alta disoccupazione agricola. È considerato la culla del socialismo modenese grazie all’azione di Gregorio Agnini, ma è anche una delle prime zone dove nasce il movimento fascista. I socialisti trionfano infatti alle politiche del 1919 con l’80% dei voti, ma nel 1921 crollano al 44% sotto l’assalto del Blocco nazionale (53%). Il radicalsocialista Mario Meschieri è rieletto sindaco nel 1920 e istituisce, tra i primi in provincia, le “guardie rosse”. In quel periodo Finale pare stretta tra la morsa dello squadrismo ferrarese, che in marzo dilaga nella zona di Bondeno e Reno Centese, e quello di origine carpigiana, che anche qui compie spedizioni. Il 16 aprile arriva il commissario prefettizio. Tra fascisti, autorità locali e forze dell’ordine si crea un pericoloso intreccio e si moltiplicano gli episodi di violenza, che colpiscono socialisti, comunisti e cattolici. Alle elezioni del 1922 è nominato sindaco il cav. Angelo Ferrari, ricco possidente arrestato poi per la morte del birocciaio Faustino Baraldi a Mirandola (assolto dopo un anno), spaccando PNF e sindacati. Nel 1924 i fascisti prendono comunque l’85% dei suffragi, mentre l’antifascismo resta debole e gli episodi di opposizione, o quantomeno di sfida, al potere fascista appaiono piuttosto rari. Complessivamente, risultano controllati 99 finalesi: 11 anarchici, 9 antifascisti, 2 antinazionali, 21 comunisti, 2 sindacalisti, 43 socialisti, 2 sospetti politici, 8 sovversivi e 1 senza qualifica.
Nel periodo resistenziale, Finale Emilia è compreso nella Seconda zona partigiana, una delle sette aree già individuate dal Pci per l’organizzazione di partito nella provincia alla fine del 1943. Si tratta di un territorio che, se da una parte vede una larga presenza di depositi di munizioni e centri logistici della Wehrmacht, dall’altra offre maggiori possibilità di effettuare azioni contro il traffico militare tedesco e della Rsi.
Le due principali tipologie di formazioni partigiane presenti nell’area sono i Gap e le Sap, che danno avvio alla propria attività tra la fine della primavera e l’estate del 1944.
I Gap della Seconda zona – alle dipendenze del Distaccamento Gap Walter Tabacchi, poi 65a Brigata Garibaldi Gap Walter Tabacchi – a fine settembre 1944 vengono racchiusi nel Distaccamento Gap Bruni.
Oltre al Distaccamento Gap Bruni, operano nella zona le Sap: il 2 aprile 1945, tutte le formazioni partigiane presenti nella Seconda zona vengono riunite nella 14a Brigata d’Assalto Remo.
Alla Liberazione, il Cln designa come sindaco prima Benedetto Pedrazzi, poi Cesare Farina, ma alle elezioni del 17 marzo 1946 la carica di primo cittadino viene conferita al comunista Mario Cestari.


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