Spilamberto

Comune pedemontano di 7.676 abitanti nel 1944, Spilamberto lega la sua identità alla Sipe (Società italiana polveri esplodenti), colosso industriale che durante il primo conflitto mondiale arriva a occupare 5.000 addetti. Nell’immediato dopoguerra il Psi gode di un solido primato, vincendo le elezioni del 1919 e del 1920, ma la Giunta è costretta alle dimissioni pochi mesi dopo l’insediamento a causa delle violenze fasciste. Il biennio rosso è segnato da duri conflitti nelle campagne e dall’incendio della cooperativa di San Vito. Nonostante l’ascesa del regime, le elezioni del 1924 vedono una resistenza significativa dei partiti tradizionali e un’ottima affermazione del Pci, che raccoglie una delle percentuali più alte della provincia.

Durante il Ventennio, figure come il capolega socialista Giovanni Luppi e il parroco popolare don Attilio Bondi mantengono vivi i valori democratici, sfidando apertamente il Fascio locale. In ambito comunista, dopo l’impulso iniziale di Ciro Roli, la direzione clandestina passa a Samuele Simonini e Iris Malagoli. Simonini, attivo dentro la Sipe, coordina i collegamenti con i comuni limitrofi, rendendo la frazione di San Vito il cuore pulsante dell’opposizione. Malagoli, invece, si riavvicina al Pci dopo lo scoppio della Seconda guerra mondiale e sarà comandante della II Divisione, poi della Brigata Roveda. A San Vito il malcontento sociale sfocia in scioperi rilevanti, come quello delle operaie nel 1941 e la grande manifestazione dei 2.500 lavoratori del 28 luglio 1943, che rischia di trasformarsi in strage quando le truppe schierate sparano in aria evitando il massacro dei dimostranti.

Inserito nella Quinta zona partigiana, Spilamberto funge da cerniera tra pianura e montagna. A San Vito si installa il Comando di zona dove nascono le prime squadre Gap e Sap. Nell’aprile 1945, con la nascita della Divisione Modena Pianura, le forze confluiscono nella 13ª Brigata d’Assalto Aldo Casalgrandi. Alla Liberazione il Cln nomina sindaco il socialista Alfredo Calcedonio Peruzza, poi succeduto da Otello Odorici. Le elezioni amministrative del 24 marzo 1946 porteranno però alla guida del comune il comunista Liliano Famigli.

 


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Istituto per la Storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Modena - E.T.S.


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