Prignano sulla Secchia

Situato nella prima fascia appenninica su una superficie di 80 Kmq, Prignano sulla Secchia conta 7.118 abitanti nel 1944. L’economia è quasi interamente basata sull’agricoltura (92% degli occupati), caratterizzata da piccoli proprietari e mezzadri, con il potere economico concentrato nelle mani di poche famiglie come i Berti e i Baldelli. Il comune registra nel 1921 il tasso di analfabetismo più alto della provincia (33%), dato che si dimezza nel decennio successivo. Al termine della Grande Guerra sono i popolari a guidare il municipio, confermando una netta supremazia nelle elezioni del 1919 e del 1921, dove il Ppi ottiene il 66% dei voti contro il 17% del Psi.

Nell’aprile 1923, le dimissioni in blocco di sedici consiglieri portano allo scioglimento del Consiglio e all’elezione a sindaco di Silvio Berti. Nonostante l’ascesa nazionale del regime, il Pnf fatica a radicarsi organicamente nell’area, raggiungendo appena 48 iscritti; tuttavia, nelle elezioni del 1924 i fascisti ottengono 488 preferenze (52,4%), seguiti dai popolari (293 voti) e dai socialisti unitari (39), mentre il Pci e i repubblicani restano marginali con 11 voti ciascuno. Dagli anni Trenta si rafforza la propaganda antifascista attorno a figure come Mario Marchi, che rientrato dalla Francia tenta di costituire una cellula comunista locale. Complessivamente la polizia scheda ventuno prignanesi, tra cui otto comunisti e cinque socialisti. Durante il conflitto, tra il 1940 e il 1943, le autorità attivano presso il vecchio campo sportivo un campo di concentramento per “zingari”, arrivando a recludere 79 persone di etnia Sinti rastrellate tra Modena e Reggio.

Nell’estate 1944, Prignano entra a far parte dell’esperienza della Zona libera di Montefiorino. Nel territorio opera attivamente la formazione azionista guidata da Mario Allegretti, che cade in combattimento in località Saltino nell’aprile 1945. Subito dopo la Liberazione, il Cln affida l’amministrazione ai democristiani Luigi Macchioni e Giuseppe Castagnetti; quest’ultimo viene confermato sindaco dal voto popolare nelle elezioni del 31 marzo 1946.


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