Camposanto

Camposanto, piccolo comune pianeggiante a 26 km a nord-est di Modena con circa 3.800 abitanti nel 1944 prevalentemente di professione agricola, vede i socialisti affermarsi nel 1914 con il sindaco Roberto Furlai e triplicare la sovrimposta sui terreni, provocando tensioni padronali. Confermano la loro egemonia nel 1919 (76% dei voti) e nel 1920, ma perdendo terreno nel 1921 (33%) sotto gli attacchi fascisti reazionari al biennio rosso, con il Blocco nazionale al 43% e i popolari in crescita. Il 21 aprile 1921 arriva il commissario prefettizio Giuseppe Camilli e il 30 nasce il Fascio locale, che impone adesioni sindacali e trionfa nelle amministrative del 26 novembre con 711 e 591 voti, eleggendo sindaco Alessandro Fabris l’8 dicembre; nonostante il regime, persistono fermenti antifascisti negli anni Trenta, con manifestini comunisti nel 1930, una cellula locale (Ermete Bozzoli, Gino Ottani, Walter Sighinolfi, Nino Bulgarelli) scoperta tramite spia eliminata nel 1932, arresti (tra cui Tranquillo Ferrari e Alviso Bozzoli) e 24 sovversivi schedati (1 anarchico, 1 antifascista, 12 comunisti, 1 sindacalista, 7 socialisti, 1 sovversivo, 1 senza qualifica). Durante la Resistenza, Camposanto rientra nella Seconda zona partigiana, una delle sette aree già individuate dal Pci per l’organizzazione di partito nella provincia alla fine del 1943. Si tratta di un territorio che, se da una parte vede una larga presenza di depositi di munizioni e centri logistici della Wehrmacht, dall’altra offre maggiori possibilità di effettuare azioni contro il traffico militare tedesco e della Rsi.
Oltre al Distaccamento Gap Bruni, dipendente dalla 65ª Brigata Garibaldi Gap Walter Tabacchi, operano nella zona le Sap della 2ª Brigata Sap Damasco, molto attiva ma colpita diverse volte dai rastrellamenti a opera di alcuni militi della Brigata nera Ghisellini. Questa, come le altre formazioni della zona, confluiranno nella 14ª Brigata d’Assalto Remo.
Alla Liberazione, il Cln affida la guida del comune ad Anello Vezzali e poi a Francesco Rovatti, entrambi di fede comunista, sebbene alle elezioni amministrative del 17 marzo 1946 il voto popolare confermi il Vezzali come sindaco.


Galleria Fotografica


Istituto per la Storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Modena - E.T.S.


CONTATTI

  • Viale Ciro Menotti 137 - 41121 Modena
  • TEL: 059 219442/42377
  • PEC:istitutostoricomodena@pec.it
  • CF:  80010530360

Questo progetto rientra in Storie digitali Modena, un portale che intreccia voci, mappe, documenti e racconti per far rivivere il Novecento modenese.

Con il contributo di: