Concordia sulla Secchia
Concordia sulla Secchia è un comune pianeggiante di 4.119 ettari, a 35 km da Modena, che nel periodo bellico conta quasi 11.400 abitanti con una densità demografica superiore alla media provinciale. Qui l’emigrazione allevia miseria e disoccupazione, mentre la popolazione lavora soprattutto in piccole aziende agricole, con una forte ripresa cooperativa dopo la Prima guerra mondiale. I socialisti, al potere già da 24 anni (nel 1895 aveva trionfato il sindaco Confucio Basaglia) salvo una breve parentesi, dominano le politiche del 1919 col 76% dei voti, ma la crisi economica porta alle dimissioni dei sindaci Liberio Benatti e Bonfiglio Flaviani tra 1920 e 1921; sfiorano ancora la maggioranza nel maggio 1921 (44% contro 43% del Blocco nazionale), eppure le violenze fasciste culminano nella vittoria della lista fascista alle amministrative del novembre 1922. Negli anni Trenta, nonostante molti oppositori scelgano l’emigrazione, la crisi alimenta un antifascismo ancora vivo: per propaganda comunista nel 1935 avvengono 105 arresti; emigrati come Arturo Galavotti entrano in contatto con Amendola in Francia, e 91 concordiesi sono schedati tra il 1920 e il 1943 – tra cui Giovanni Capelli repubblicano spagnolista e l’educatore Barbato Zanoni fucilato nel 1944 dalle Brigate nere. Nel periodo resistenziale, Concordia appartiene alla Seconda zona partigiana, una delle sette aree già individuate dal Pci per l’organizzazione di partito nella provincia alla fine del 1943. Si tratta di un territorio che, se da una parte vede una larga presenza di depositi di munizioni e centri logistici della Wehrmacht, dall’altra offre maggiori possibilità di effettuare azioni contro il traffico militare tedesco e della Rsi.
Qui operano dal 1944 Gap e Sap: i primi dipendono dal Distaccamento Walter Tabacchi (poi 65a Brigata Garibaldi, unificati nel Distaccamento Gap Bruni), le seconde dalla 1a Brigata Carlo, che insieme ai Gap partecipano all’assalto alla caserma della Brigata nera Pappalardo. I due organismi confluiscono nella 14a Brigata d’Assalto Remo. Alla fine della guerra, il Cln designa sindaco del comune il socialista Agenore Buganza, poi sostituito dal commissario prefettizio Giuliano Ascari e infine dal comunista Giuseppe Tanferri. Quest’ultimo sarà confermato dal voto popolare alle amministrative del 17 marzo 1946.
Il territorio di Concordia è teatro di diverse uccisioni ed episodi di violenza contro i fascisti nei giorni successivi alla Liberazione, in ragione del fatto che in quell’area, ancora pochi giorni prima della liberazione, aveva operato con estrema ferocia la Brigata nera mobile Pappalardo provocando odii e risentimenti che erano ancora troppo recenti perché si riuscisse a impedire una resa dei conti immediata e, in alcuni casi, altrettanto feroce. Il caso più famoso e controverso avviene tra Concordia e San Possidonio nel maggio 1945 quando alcuni allievi della Scuola Ufficiali trasportati su autocarri della Pontificia Opera di Assistenza da Brescia per tornare a casa vengono fermati e in parte uccisi da partigiani tra Concordia, San Possidonio e Bondanello.
