Medolla
Distante 28 km dal capoluogo, Medolla conta 5.644 abitanti nel 1944 e mantiene una forte vocazione agricola. Tra il 1919 e il 1920 il comune è teatro di intense tensioni sociali e scioperi contro il caroviveri, che spingono il Consiglio comunale socialista ad approvare lavori pubblici contro la disoccupazione. Il 17 ottobre 1920 viene rieletto sindaco il socialista Luigi Barbieri, mentre il Ppi ottiene quattro consiglieri grazie a una solida rete di leghe e cooperative cattoliche. La situazione precipita nell’aprile 1921: sotto gli attacchi dello squadrismo, il Consiglio si dimette. Nelle politiche di maggio i socialisti crollano dal 72% al 38%, a favore dei partiti del Blocco che salgono al 49%. I fascisti completano la conquista del potere nel 1922 eleggendo sindaco Riccardo Ferrari, il quale però si dimette nel 1923 per dissidi interni. Il fascio locale entra in crisi profonda dopo l’arresto di otto esponenti della Milizia accusati dell’omicidio del birocciaio Faustino Baraldi.
Nonostante la repressione, nelle elezioni del 1924 i voti non fascisti rappresentano ancora il 36,5% del totale, distribuiti tra Psu (112), Ppi (91), Pci (65) e Psi (43), contro le 515 preferenze del Pnf. Il calo degli iscritti al partito e la presenza di sindacati nazionali composti da elementi politicamente socialisti confermano la fragilità del consenso locale. Negli anni Trenta la gestione commissariale e le figure invise alla popolazione, come l’arrogante segretario del fascio giovanile Ascanio Boni, alimentano il malessere. Gli apparati di sicurezza schedano 36 persone, di cui 26 appartenenti a un circolo libertario attivo sin dal 1916.
Durante la Resistenza, Medolla è inserita nella Seconda zona partigiana, area strategica per i depositi della Wehrmacht e per il sabotaggio del traffico militare tedesco e della Rsi. Tra la primavera e l’estate del 1944 entrano in azione i Gap (inquadrati nel distaccamento Bruni della 65ª Brigata Garibaldi) e le Sap della 2ª Brigata Damasco. Queste formazioni, colpite ripetutamente dai rastrellamenti della Brigata nera Ghisellini, confluiranno infine nella 14ª Brigata d’Assalto Remo. Il percorso democratico si conclude nel marzo 1946 con la vittoria elettorale del socialista Guido Pontiroli, già designato sindaco dal Cln dopo la Liberazione.
