Polinago

Situato all’estremità ovest del Frignano, Polinago conta 5.066 abitanti nel 1944 e presenta un’economia quasi totalmente agricola, con il 90% degli occupati dediti a cereali e zootecnia. Nel primo dopoguerra il comune emerge come una roccaforte del Ppi, che nel 1919 conquista il 59% dei voti, distanziando liberali (21%) e socialisti (20%). La leadership cattolica si rafforza nel 1921, raggiungendo il 73% dei suffragi, mentre i socialisti crollano all’11%. Proprio il conflitto tra queste due forze segna il territorio: nel marzo 1921, un tentativo socialista di fondare una cooperativa nella frazione di Pianorso sfocia in una sparatoria e nell’arresto di dieci persone.

L’egemonia popolare resiste tenacemente all’ascesa del fascismo. Nelle elezioni del 1924, il Blocco nazionale ottiene a Polinago solo il 28,9%, il dato più basso dell’intera provincia modenese; di contro, si registra un exploit dei repubblicani con 46 voti, secondo risultato provinciale dopo il capoluogo. Fino al 1925 in paese non esiste ancora una sezione del Pnf e l’amministrazione resta in mano ai popolari fino all’istituzione del podestà, carica che viene assunta dallo stesso ex sindaco popolare Giuseppe Fantozzi. Nonostante l’apparente stasi durante la dittatura, la polizia scheda trenta antifascisti locali, tra cui sette comunisti e dodici sovversivi. Molti di loro operano fuori dal comune, come Ubaldo Leopardi, confinato a Lipari, o Aristide Ghiddi, attivo tra Modena e Pavullo.

Con lo scoppio della Resistenza, Ghiddi e Leopardi rientrano in zona per unirsi alla lotta armata. All’inizio del 1944 si forma a Polinago un gruppo di militari sbandati guidato da Antonio Cassanelli, protagonista di diverse azioni belliche. Nell’estate dello stesso anno, il comune entra a far parte dell’esperienza democratica della Zona libera di Montefiorino. Dopo la Liberazione, il Cln affida il municipio a Domenico Antonio Roncaccioli, a cui succede il democristiano Paolo Casolari, confermato ufficialmente dalle elezioni del marzo 1946.


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Istituto per la Storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Modena - E.T.S.


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