Ravarino

Situato a 20 km da Modena su una pianura fertile lambita dal Panaro, Ravarino conta 6.598 abitanti nel 1944. L’economia è quasi totalmente gravitante sul settore primario, con il 74% degli occupati in agricoltura e un diffuso artigianato domestico di sporte in paviera (un’erba palustre) e stuoie. Nel 1919 i socialisti trionfano con l’83% dei voti, ma la loro forza cala al 51% nel 1921 a favore del Blocco nazionale (44%). L’ascesa del fascismo è precoce e violenta, colpendo duramente sia la sinistra sia i cattolici: tra i perseguitati figurano Augusto Borsari e Andrea Poppi, che muore per le percosse ricevute. Molti antifascisti sono costretti all’esilio, come l’anarchico Edoardo Pederzini in Argentina e l’industriale socialista Giuseppe Pedretti in Francia.

Nonostante il radicamento del sindacalismo fascista e il controllo del collocamento, l’opposizione non scompare. Nelle elezioni del 1924 le liste antifasciste raccolgono ancora 466 voti contro i 933 del Pnf. Durante il Ventennio la polizia scheda 53 persone, tra cui 21 comunisti e 14 socialisti. Il malessere sociale, alimentato dalla disoccupazione bracciantile, si intreccia con l’instabilità del fascio locale, che tra il 1926 e il 1929 vede continui commissariamenti e il suicidio del podestà. Episodi di dissenso individuale emergono anche negli anni Quaranta, come l’arresto del bracciante Francesco Garuti per offese al duce o l’ammonizione della mondina Bice Pedretti per frasi anglofile.

Nella fase resistenziale, Ravarino fa parte della Terza zona partigiana insieme a Bastiglia, Bomporto e Nonantola. I Gap locali confluiscono nel settembre 1944 nel Distaccamento Achille, inquadrato nella 65ª Brigata Garibaldi Walter Tabacchi. Nell’aprile 1945 l’unità integra le Sap e diventa il Battaglione Achille, che con circa 500 uomini partecipa alla liberazione della zona e del capoluogo. Dopo la caduta del regime, il Cln affida la carica di sindaco progressivamente ai socialisti Giuseppe Borghi, Antonio Montanari e Augusto Borsari. La transizione si conclude con le elezioni del 31 marzo 1946, che vedono la vittoria di Eugenio Goldoni (“Piero”), già comandante partigiano del battaglione Achille. Montanari e Borsari saranno comunque eletti in Consiglio comunale, quest’ultimo come assessore.


Galleria Fotografica


Istituto per la Storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Modena - E.T.S.


CONTATTI

  • Viale Ciro Menotti 137 - 41121 Modena
  • TEL: 059 219442/42377
  • PEC:istitutostoricomodena@pec.it
  • CF:  80010530360

Questo progetto rientra in Storie digitali Modena, un portale che intreccia voci, mappe, documenti e racconti per far rivivere il Novecento modenese.

Con il contributo di: