Vignola
Situata in zona pedecollinare tra Modena e Bologna, Vignola vive nel primo Novecento una crescita demografica impetuosa, raggiungendo i 10.534 abitanti nel 1944. L’economia è trainata da una frutticoltura d’eccellenza, con dodici grandi ditte che esportano migliaia di carri ferroviari di prodotti, e dalla presenza strategica dello stabilimento Sipe al confine con Spilamberto. Nel primo dopoguerra, le tensioni sociali portano a una netta vittoria socialista: nel 1920 il Psi conquista il Comune con l’80% dei voti, stabilendo nella prestigiosa Villa Braglia la Casa del popolo “Luca Antonio Tosi Bellucci”. Tuttavia, l’esperienza amministrativa naufraga in soli cinque mesi sotto i colpi dello squadrismo e l’ostilità dei ceti possidenti. Simbolo di questa stagione è il giovane comunista Vermilio Bonesi, ferito mortalmente alla schiena dai fascisti nell’aprile 1921.
Il regime si consolida dopo la marcia su Roma, imponendo nel 1922 un “listone” unico e trasformando la toponomastica in onore dei propri caduti, come lo squadrista Aurelio Sanley. Durante il Ventennio, l’antifascismo locale appare debole e frammentato, con 23 schedati tra cui spiccano i comunisti Enrico Sabattini e Primo Ballotta, costantemente vigilati. La popolazione manifesta il proprio dissenso soprattutto per le durissime condizioni economiche post-1929; il controllo sociale è totale e la tessera del Pnf diventa requisito indispensabile per lavorare nelle cartiere o alla Cirio. Nonostante l’apparente “buono stato dello spirito pubblico” vantato dai podestà, nel giugno 1941 le operaie della Sipe sfidano il divieto di sciopero per rivendicare migliori salari, ottenendo un parziale successo nonostante arresti e licenziamenti.
Con l’avvio della Resistenza, Vignola viene inclusa nella Quinta zona partigiana. Sebbene il fulcro operativo del movimento si trovi nella vicina Spilamberto, Vignola ricopre un ruolo logistico essenziale: l’ufficio di Antonio Zagnoli, direttore della locale Banca Popolare e membro del Cln, ospita la base amministrativa della Brigata Sap Casalgrandi. Nel gennaio 1945, le squadre della zona si unificano per coordinare la lotta finale. Vignola subisce ingenti danni durante la guerra. Il problema più pressante – come si legge in una relazione del Cln – è quello “degli Enti Pubblici”, che nei “memorabili” giorni della Liberazione, hanno visto “ogni forma di Autorità costituita” dileguarsi “come nebbia al sole”. Le case distrutte o gravemente danneggiate sono 195, delle quali 56 nel centro del capoluogo, quelle lievemente danneggiate 300. Le famiglie senza tetto sono 180. L’acquedotto risulta divelto in vari punti, la fognatura danneggiata in diversi tratti, gli impianti di illuminazione ed energia elettrica parzialmente distrutti.
Il primo sindaco di Vignola designato dal Cln, Renato Prati, muore il 24 aprile 1945 per lo scoppio accidentale di un ordigno esplosivo. A sostituirlo nelle funzioni, dopo la morte, è il vicesindaco designato dal Cln, che nella sua formazione definitiva è costituito da due membri per ognuno dei quattro partiti che avevano contribuito alla Resistenza (Pci, Psiup, Dc e Pd’A), oltre a un rappresentante dell’Anpi, tutti con voto deliberativo. Ne fanno inoltre parte rappresentanti delle organizzazioni di massa (Fronte della Gioventù, Udi e Reduci) e di organismi di categoria (quali Federterra, Camera del Lavoro, industriali, impiegati, commercianti, agricoltori e artigiani), con poteri consultivi, nelle categorie di competenza.
Il 7 luglio 1945 il prefetto di Modena conferma nella carica di sindaco Antonio Zagnoli (1901-1974). Della sua Giunta fanno parte anche Samuele Simonini (Pci), falegname nato nel 1899, Enrico Sabattini (Pci), muratore del 1902, il prof. Matteo Selmi (Pd’A), Lino Selmi (Dc), nato nel 1921, meccanico, Eugenio Levoni (Psiup), nato nel 1897, e Armando Termanini (Dc), nato nel 1915, possidente.
Alle elezioni del 24 marzo 1946 vanno 3.999 voti (sui 6.153 votanti) ai social-comunisti, che ottengono 16 dei 20 seggi a disposizione. Alla Dc vanno 1.734 voti (e i restanti 4 seggi). Il 6 aprile 1946 è nominato sindaco il comunista Marcello Zanasi. In Giunta entrano anche, come assessori effettivi, Felice Gambetti (Psiup), Alberto Maletti (Psiup), Attilio Neri (Pci) e Antonio Volta (Dc) e, come assessori supplenti, Giliolo Bettelli (Psiup) e Medardo Clò (Pci).
