Castelvetro di Modena

Castelvetro di Modena, comune a 18 km a sud del capoluogo tra prime colline appenniniche e la fascia alta della pianura, conta 9.700 abitanti nel 1944, buona parte dei quali occupati in agricoltura. Nelle elezioni politiche del 1919 vede i socialisti trionfare (1.025 voti contro 237 popolari), così come nelle amministrative del 1920, ma la Giunta decade nell’aprile 1921 sotto pressioni fasciste, lasciando spazio a un commissario prefettizio; nel 1921 i socialisti crollano a 649 voti, superati dal Blocco nazionale (619) e dai popolari (282). Negli anni del regime l’antifascismo locale resta limitato e non radicato, con segnalazioni da parte della polizia di attività sovversive legate a reti provinciali nel 1930 e 38 schedati (2 anarchici, 13 comunisti, 11 socialisti, 1 sindacalista, 1 socialcomunista, 1 sospetto politico, 5 sovversivi, 4 non qualificati); con l’entrata in guerra dell’Italia emergono episodi di dissenso, in particolare da parte di Armando Pelloni (ex vicesindaco socialista, 1941), Ada Roli (sciopero alla SIPE, 1941) e Mario Nespoli (organizzazione comunista, 1943). Castelvetro si trova a essere in un crocevia di passaggio delle formazioni che salgono in montagna o che, viceversa, scendono verso la pianura; nel comune, nonostante appartenga al territorio della Quinta zona partigiana, opera la Brigata Mario Speranza che unifica piccoli gruppi di partigiani disomogenei, non coordinati e talvolta in conflitto tra loro. Se da una parte la formazione si dimostra fortemente combattiva, al suo interno si registrano molte tensioni, che scoppiano poi a seguito del rastrellamento che, a inizio aprile 1945, divide la Speranza in tre distinte formazioni.

Alla Liberazione il Cln nomina sindaco l’indipendente Franco Tagliazucchi, sostituito nelle amministrative di marzo 1946 dal comunista ex partigiano Nello Colombini.


Galleria Fotografica


Istituto per la Storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Modena - E.T.S.


CONTATTI

  • Viale Ciro Menotti 137 - 41121 Modena
  • TEL: 059 219442/42377
  • PEC:istitutostoricomodena@pec.it
  • CF:  80010530360

Questo progetto rientra in Storie digitali Modena, un portale che intreccia voci, mappe, documenti e racconti per far rivivere il Novecento modenese.

Con il contributo di: